FLC CGIL
Iscriviti alla FLC CGIL

http://www.flcgil.it/@3955298
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Forse a settembre lezioni ancora online Il piano per evitare classi troppo affollate

Forse a settembre lezioni ancora online Il piano per evitare classi troppo affollate

La ministra: “Rischio caos all’inizio del nuovo anno”. Sì al decreto, confermata la maturità light

07/04/2020
Decrease text size Increase text size
la Repubblica

Corrado Zunino

C’è il decreto scuola, con tutto quello che ha raccontato Repubblica mercoledì scorso. C’è la data discrimine: il 18 maggio. Se non ci sarà rientro a scuola per quel giorno, la Maturità sarà senza scritti e tutta affidata a un lungo e strutturato orale. Esame di terza media consegnato a una tesina realizzata a casa e che sarà portata al collegio docenti. Soprattutto, nessun bocciato e nessun rimandato: si andranno a recuperare i vuoti, nella classe superiore, nelle prime due-tre settimane del prossimo anno scolastico. E saranno via via verificati nel corso del primo quadrimestre 2020-2021.

Ieri in Consiglio dei ministri Lucia Azzolina, minisra sempre più sola, ha detto agli studenti di quinta: «Continuate a studiare per i prossimi due mesi». E poi: «Per traghettare l’attuale anno scolastico al prossimo settembre» sarà centrale la didattica a distanza. Già quest’anno «non sarà strumento opzionale» e, per decreto, «diventa una chiave di volta per il sistema educativo».

Una chiave di volta. Necessaria per valutare agli scrutini di giugno e anche in avanti: «Il prossimo anno potrebbe iniziare con le lezioni a distanza », ha detto in tv. Messi in sicurezza, tardivamente, i due esami di Stato (il secondo, quello delle medie, sinceramente svilito), è necessario ora guardare a settembre, momento scolastico che si annuncia difficile almeno quanto l’attuale. Da martedì primo settembre al 15-18 dello stesso mese ci saranno i recuperi dei promossi con debito: centinaia di migliaia di ragazzi con 4 e 5 in pagella. Gli gli istituti scolastici italiani saranno messi subito a dura prova. E poi, a partire dal 15, ma potrebbe essere lunedì 21 settembre, nelle varie regioni prende corpo l’anno scolastico 2020-2021. È altamente probabile si dovranno utilizzare pratiche di distanziamento: un metro tra gli studenti. Non è un problema di «classi pollaio», come continua a dire la ministra con memoria grillina e d’opposizione. Nelle aule italiane non c’è sufficiente “spazio distanziato” per i 20-22 studenti a rigor di norma. E quindi? Le lezioni a distanza restano prioritarie nella testa di Lucia Azzolina e il premier Conte parla di «diritto di accesso a internet» in Costituzione. La macchina ministeriale, però, è ferma sulla gestione del presente. Nessuno ancora ragiona sulla possibilità del ritorno a scuola a settembre, possibile solo con turni mattutini e pomeridiani, ridimensionamento dell’orario scolastico, eventuali acquisizioni temporanee di edifici pubblici e messa in sicurezza di istituti scolastici oggi inagibili. Un dirigente del ministero spiega: «Se non acceleriamo l’autunno sarà peggiore di questa primavera ». Il timore del rimbalzo del virus, la certezza della trasformazione di un esperimento — la didattica on line — nella normalità educativa. Al ministero s’inizia a ragionare sull’utilizzo di piattaforme omogenee che consentano valutazioni omogenee. Oggi, per esempio, che voto si può dare nella disciplina “Laboratorio di cucina” di un istituto alberghiero? Le attività pratiche nei tecnici e nei professionali sono diverse e sono concepite “in presenza”.

Dirigenti ministeriali, sindacati (tutti), stretti collaboratori stanno provando a chiedere alla ministra di uscire dalla sua corsa “contro tutti” per programmare insieme il futuro della scuola. Un esempio? Dopo un braccio di ferro in Consiglio dei ministri con il Pd, Azzolina ha dovuto acconsentire di spostare la questione “concorsi ordinario e straordinario dei docenti” sul decreto Cura Italia, ma senza date. Di fatto, i concorsi rallentano e, per ora, non vengono trasformati, come chiedono i precari, in una stabilizzazione per titoli posseduti e anni tracorsi a insegnare. Lo spettro dei duecentomila supplenti, in avvio di stagione, prende forma. E anche dall’interno si critica la scelta della ministra di dar via alla mobilità degli insegnnti, invece di congelarla per un anno: molti docenti che in queste ore stanno trovando una forma di intesa online con gli alunni, il prossimo settembre non ci saranno più. Trasferiti. E le stesse nomine in ruolo, possibili fino al 15 settembre, cozzano con la necessità di avere organici a posto in anticipo.