FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3948274
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Fondi alle paritarie È guerra Lega-M5S

Fondi alle paritarie È guerra Lega-M5S

le posizioni dei due partiti al governo non sono solo distanti, ma letteralmente opposte

23/08/2018
Decrease text size Increase text size
Il Messaggero

Nel contratto di governo, non a caso, non se ne parla. Tra i temi più controversi per la maggioranza giallo-verde c'è il nodo del rapporto tra scuola pubblica e paritaria. Uno di quelli che puntualmente viene al pettine quando si discute della manovra economica. Perché le posizioni dei due partiti al governo non sono solo distanti, ma letteralmente opposte. In questi giorni di discussione sulla nazionalizzazione delle infrastrutture e di rapporto tra pubblico e privato, per esempio, il leader della Lega, Matteo Salvini, non ha perso occasione per ribadire che rispetto alla scuola «mamma e papà devono avere libertà di scelta e di educazione». Lo stesso ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, recentemente è più volte ritornato sul tema (da ultimo di fronte alla platea, molto interessata, del Meeting di Rimini) spiegando che «le scuole paritarie sono parte integrante del sistema nazionale» ma che è necessario rivedere il meccanismo «di erogazione delle risorse con nuovi parametri». Una posizione di equilibrio se si considera che invece per il M5S ad essere sovvenzionata dovrebbe essere soltanto la scuola statale.
LA PROVAE la prova di tale siderale distanza è in due proposte di legge presentate alla Camera: l'una dal pentastellato Luigi Gallo, attualmente presidente della commissione Cultura, l'altra dalla leghista Silvana Comaroli. La sensibilità del Carroccio su questo punto, già evidente nelle politiche delle regioni in cui governa, si traduce in un unico articolo in cui si chiede di modificare la Costituzione sopprimendo la parte in cui si prevede che la facoltà di enti e privati di istituire scuole debba avvenire senza oneri per lo Stato. Spiega Comaroli nella relazione: «Il principio di eguaglianza non può infatti dirsi pienamente attuato se non si rimuovono gli ostacoli che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, ampliando la possibilità di insegnamento, eliminando la disparità finanziaria di fatto esistente a danno di coloro che scelgono di frequentare un'istituzione scolastica privata». Secondo la deputata «è necessario che lo Stato metta a disposizione i mezzi economici idonei affinché possa nel concreto realizzarsi un sistema scolastico pluralistico». Tutto l'opposto del M5S che ha presentato una proposta di legge che ricalca il programma votato sul blog dagli iscritti. Basta guardare l'articolo 1, in cui si prevede «l'immediata abolizione dei contributi pubblici statali alle scuole private paritarie primarie e secondarie di primo e di secondo grado», dunque con l'eccezione delle scuole dell'infanzia. «Con questo risparmio - si legge nella relazione - sarà possibile destinare maggiori risorse al sistema pubblico di istruzione». 
LE PAROLEIl presidente della commissione Cultura, Luigi Gallo, ammette serenamente la distanza con gli alleati. «È palese che noi e la Lega abbiamo due posizioni diverse. È chiaro che quando è stato stilato il contratto questo è stato uno di quei nodi che si è deciso di lasciare sostanzialmente congelato». Quale dei due partiti, dunque, l'avrà vinta quando si discuterà la manovra? Gallo sottolinea che «dal contratto di governo è chiaro che noi dobbiamo congelare questi elementi per la legislatura, non dovranno essere previsti né aumenti né riduzioni a patto di una maggiore severità nei controlli». Ma, osserva, «il contratto parla anche chiaramente di investire nel settore e ci sono altri punti qualificanti del nostro programma come aumentare il tempo pieno al Sud, ridurre le classi pollaio, abrogare una buona parte delle norme della Buona scuola».
Barbara Acquaviti