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Finlandia, viaggio nella scuola della fiducia

di Marco Braghero

28/12/2016
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Tuttoscuola

Fiducia, dialogo e territorio di appartenenza. E’ in questi tre fattori che la scuola finlandese trova le sue radici. Una scuola dalla quale possiamo imparare parecchio e prendere ispirazione. Ecco perché ho deciso di raccontare il sistema educativo finlandese dopo il viaggio di studio intrapreso questa estate da alcuni Istituti scolastici italiani presso la scuola di Hämeenlinna per conoscere, confrontarsi e valutare differenze, affinità, opportunità. I sistemi educativi non si copiano ma si può trarre ispirazione, motivazioni ed entusiasmo.

Come funziona la scuola finlandese? Guarda il video

Da quattro anni sto svolgendo il mio dottorato di ricerca presso l’università di Jyväskylä, dipartimento di Psicologia. In questi anni ho avuto modo di immergermi nella cultura finlandese e di osservare da vicino uno dei sistemi educativi più efficaci e più studiati. Se dovessi definire con pochi aggettivi la scuola finlandese direi: semplice, concreta, accogliente.

Una scuola dove il buon senso pedagogico prevale sulle mode, sulle burocrazie e sugli eccessi amministrativo-normativi. Una scuola che privilegia lo studente rispetto al curricolo, la domanda alla risposta.

La scuola Finlandese è una scuola ‘ecologica’ negli spazi e nei tempi, una scuola dove gli insegnanti affrontano il loro lavoro quotidiano con la mente del principiante e con la convinzione che ogni giorno è un inizio. Una scuola dove il lavoro cooperativo, il gruppo, la collaborazione, il noi prevale sull’io. Si favorisce l’apprendimento all’insegnamento ed è questo il vero oggetto dell’ultima riforma del curricolo.

Ciascuno è responsabile del suo 100%. Per i finlandesi la fiducia è un valore molto concreto, un valore che poggia sulla sincerità, la competenza e la trasparenza. Inoltre la scuola finlandese è radicata nel proprio territorio di appartenenza. L’interdipendenza fra scuola e territorio, così come quella tra scuola e famiglia, è una delle chiavi strategiche del sistema finlandese.

Il dialogo è inteso come uno strumento esperienziale conoscitivo che permette il confronto tra interpretazioni diverse, prodotte da individui diversi a partire da assunti e presupposti diversi. Lo scopo è quello di stimolare la produzione di nuove interpretazioni stimolando il cambiamento nel modo in cui la realtà viene percepita. Il dialogo diventa dialogico quando genera qualche cosa di nuovo, che poteva non  essere affatto presente all’inizio, qualcosa di creativo, trova ed esplora uno spazio altro, come dice Bacthin, l’exotopia è il luogo della dialogicità.

Questo nuovo significato condiviso, questo punto di vista altro, che “spiazza perché sposta” è la “colla” o il “cemento” che tiene insieme le persone e le società. “La dialogicità, come dicono Arnkil e Seikkula (2013), non è un metodo né un insieme di tecniche ma è un atteggiamento, un modo di vedere, che si basa sul riconoscere e sul rispettare l’alterità dell’altro e sull’andarle incontro.“

Il mio viaggio attraverso il sistema educativo finlandese inizia alla Compulsory School di Hämeenlinna, una scuola di nuova costituzione con oltre 700 studenti ad un’ora da Helsinki. Questo reportage alla scoperta della scuola finlandese è concepito partendo dalle impressioni e dai contributi dei dirigenti e dei docenti che hanno vissuto l’esperienza.

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