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Esame di maturità 2020: test Invalsi e recupero a settembre, una proposta per evitare il 6 politico

Tutti promossi a giugno ma poi allungare l’anno scolastico da settembre e usare i primi due mesi per un ripasso: chi avrà debiti tornerà nella classe precedente. Usare l’Invalsi per la Maturità

31/03/2020
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Corriere della sera

di Paolo Sestito, presidente Invalsi nel 2012-2013

La sospensione delle attività didattiche nelle scuole è stata un atto obbligato e necessario che però rischia di avere ripercussioni negative di più lungo termine. Per fortuna, più o meno spontaneamente e sempre più col supporto delle competenti autorità di governo si sono sviluppate innumerevoli iniziative di didattica a distanza. Queste però, per quanto segnaletiche di una grande ed encomiabile vivacità, sono spesso poco coordinate e, soprattutto, estremamente eterogenee sul territorio, tra scuole e tra insegnanti: inevitabilmente le regioni e gli ambienti sociali più deboli sono i meno attivi, anche perché per fare didattica a distanza serve un insegnante che abbia voglia e capacità di farlo, la disponibilità di strumenti nelle case, la presenza - per i più piccoli - di un genitore in grado di supportare.

Su un piano più analitico è del resto noto, e documentato anche da recenti lavori sull’Italia, che gli effetti benefici sugli apprendimenti del tempo passato a scuola anziché a casa, sono significativi soprattutto per gli alunni che vengono da gruppi sociali meno abbienti. Se si riduce il tempo passato a scuola a soffrirne saranno perciò soprattutto questi ultimi. Di fronte a tale situazione potrebbe essere ormai tempo di mettere in conto l’elevata probabilità di un lockdown lungo e che possa estendersi anche a tutto l’anno scolastico in corso.

Nel farlo potrebbe esser utile muoversi lungo tre direttrici:

1) lanciare una robusta azione di didattica a distanza. Fermo restando l’affidamento delle concrete iniziative alle singole scuole (in ultima istanza questa è una occasione di valorizzazione dell’autonomia scolastica), si potrebbe rafforzare il supporto ad esse fornito, nel disegno contenutistico oltre che da un punto di vista tecnologico. Al tempo stesso si potrebbe lanciare una grande campagna di didattica a distanza anche tramite il mezzo televisivo, che è l’unico che entra davvero in tutte le case (lo stesso mezzo potrebbe anche fungere da canale per altre iniziative di informazione a favore della popolazione, in tema di abitudini alimentari, sportive, sanitarie fronte dell’emergenza sanitaria);

2) programmare un anno scolastico 20-21 sensibilmente più lungo (ad es. dal 1 settembre al 30 giugno) e che parta con un bimestre (settembre e ottobre) essenzialmente dedicato a una azione di recupero e rafforzamento delle competenze degli alunni. Solo al termine di tale periodo si potrebbe e dovrebbe decidere se un alunno abbia ancora debiti formativi da recuperare (pur restando in forze nella classe a cui sia stato iscritto, per default pari a quella successiva a quella frequentata durante l’anno scolastico 19-20) o se debba (nel caso delle classi diverse dal primo grado di ciascun ciclo scolastico) «ritornare» nella classe immediatamente precedente (ovvero quella che stava frequentando nell’anno scolastico 19-20);

3) sospendere l’effettuazione su base universale dei test Invalsi per l’anno scolastico 19-20, fatta però eccezione per l’ultima classe del ciclo secondario superiore, nel cui caso i test potrebbero venir effettuati on line. Per quest’ultima classe i test Invalsi potrebbero infatti essere adoperati, su base volontaria, dalle singole scuole come informazione di background in sede di effettuazione, con modalità semplificata (eventualmente anche on line), dell’esame di maturità; eventualmente, un esito oltre una certa soglia del test Invalsi potrebbe essere condizione necessaria (ma non sufficiente) per l’ottenimento del massimo dei voti (il 100). Previo accordo col mondo dell’Università, e con eventuali aggiustamenti al suo contenuto, il test Invalsi potrebbe essere propedeutico, quanto meno come una sorta di prima fase, nelle esistenti procedure di ammissione ai corsi universitari.