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Elementari, niente tutor educazione fisica a rischio

A mancare all'appello saranno i tutor provenienti dalle federazioni sportive, messi in campo dal progetto Sport di Classe, avviato ormai da dieci anni ma oggi fermo al palo

13/09/2019
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Il Messaggero

Fermi tutti, a scuola si sta seduti: da quest'anno niente sport. O quasi. È questo il rischio che stanno correndo le scuole elementari italiane: il maestro di educazione fisica, appositamente formato per incentivare la passione per le attività motorie, non tornerà a far lezione. A mancare all'appello saranno i tutor provenienti dalle federazioni sportive, messi in campo dal progetto Sport di Classe, avviato ormai da dieci anni ma oggi fermo al palo. 
LO STALLOLe lezioni in classe, infatti, sono già iniziate in tante città ma del progetto non si sa ancora niente. Fino allo scorso anno era compito del Coni organizzare i lavori e inviare gli esperti nelle scuole. Erano proprio i presidenti del Coni regionali ad organizzare le attività, legandole spesso alle peculiarità del territorio, dalla montagna alle località di mare. Nel corso degli anni il progetto è cresciuto acquisendo sempre più adesioni sul territorio italiano. Da quest'anno però il Coni non potrà più partecipare, al suo posto la riforma Giorgetti ha posto la Spa Sport e salute. 
E potrebbe cambiare tutto, visto che la nuova società dovrà sobbarcarsi una spesa maggiore perché non potrà usufruire della legge Pescante, di cui godeva il Coni con un regime fiscale agevolato, né potrà ricevere fondi dalle Regioni. Ovvero dovrà fare i conti con l'Iva e non potrà usufruire dei finanziamenti messi in campo negli anni passati da regioni come il Lombardia, Friuli Venezia Giulia, il Veneto, le Marche, la Puglia, la Toscana, l'Emilia Romagna e l'Abruzzo e dalla Provincia autonoma di Bolzano. Per ora, quindi, è tutto fermo e le scuole non sanno come organizzarsi.
Una fase di stallo che riguarda potenzialmente tutte le scuole elementari d'Italia ma soprattutto quelle che fino allo scorso anno partecipavano al progetto con il Coni. Un progetto che nei dieci anni, assumendo nomi diversi, è cresciuto arrivando a coinvolgere nel 2018-2019 ben 3179 istituti, quasi 6 su 10. Vale a dire che oltre 542mila bambini potevano avere un tutor inviato dalle federazioni sportive per praticare sport a scuola. 
Farlo seriamente, con la sicurezza di avere un esperto a disposizione, e non con la maestra di italiano o di matematica che porta i bambini in giardino. In tutto erano oltre 27mila le classi che aderivano al progetto, vale a dire una su due. Solo nel Lazio il numero di tutor in classe era arrivato a quota 459, a disposizione di oltre 67mila bambini di scuola primaria. A Roma il progetto ha coinvolto 32457 ragazzi. 
IL PROGETTOLe scuole ora devono sapere come comportarsi anche perché, in assenza di tutor specializzati, si dovranno organizzare con cooperative esterne, associazioni sul territorio o società sportive. L'alternativa è lasciare i bambini in giardino o poco più. I lavori di Sport e salute sono appena iniziati, ieri infatti c'è stato un primo incontro tra Assofederazioni, l'Associazione che riunisce 24 Federazioni sportive nazionali pari all'80% dei tesserati delle federazioni sportive, e Rocco Sabelli, presidente e amministratore delegato della società. Oggi in un nuovo tavolo si parlerà di progetti per le scuole. Se Sport di Classe dovesse essere confermato anche per quest'anno si tratterà di fare una tremenda corsa contro il tempo per metterlo i campo almeno da gennaio 2020. 
Nelle scuole non ci sono alternative. Sembra essere sfumato, infatti anche il progetto dell'ex ministro all'istruzione Marco Bussetti che aveva previsto l'introduzione di docenti di educazione motoria, inquadrati in una classe di concorso specifica. Secondo i progetti dovevano arrivare quasi 12mila docenti, con due ore settimanali dedicate allo sport inizialmente solo nelle classi quarte e quinte delle elementari. Un progetto che prevedeva o stanziamento di 10milioni di euro per partire, poi le risorse sarebbero state reperire direttamente dal ministero dell'istruzione. Anche su questo fronte è tutto fermo. 
Lorena Loiacono