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Educazione civica: Flc-Cgil chiede il rinvio al 2020

qualunque accelerazione rischierebbe di far calare dall’alto il provvedimento, impedendo di valorizzare alcuni aspetti positivi che intravediamo nel testo di legge e creando inutili e dannose sovrapposizioni rispetto all’esistente

23/08/2019
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La Tecnica della Scuola

Reginaldo Palermo

Sulla data di avvio dell’insegnamento dell’educazione civica interviene in queste ore anche la Flc-Cgil che osserva: “La legge, pubblicata in gazzetta ufficiale mercoledì 21 agosto, entrerà in vigore il prossimo 5 settembre, fuori tempo massimo per l’attuazione nell’anno scolastico ormai alle porte.  Questo alla luce dell’articolo 2 che prevede l’istituzione del ‘nuovo’ insegnamento a decorrere dal 1° settembre dell’ anno scolastico successivo all’entrata in vigore del provvedimento”.

“A prescindere dalle nostre valutazioni in merito all’opportunità di un intervento di legge specifico sulla materia – aggiunge il sindacato di Francesco Sinopoli – pensiamo che lo slittamento di un anno possa consentire al legislatore di migliorare e arricchire il provvedimento e alle scuole di prepararsi, dal punto di vista progettuale-organizzativo, per rendere l’insegnamento dell’educazione civica parte integrante del Ptof e farne un elemento fondante e caratterizzante della propria azione formativa, coerentemente con le specificità, i bisogni, le potenzialità del contesto in cui operano”.

Secondo il sindacato il provvedimento nasconde il “rischio di un ulteriore appesantimento burocratico dei processi di insegnamento, di aumento dei carichi di lavoro per i docenti e di compressione dei curricoli, arricchiti di nuovi contenuti a fronte di un tempo scuola già ridotto ai minimi termini dalle pseudoriforme che, nel corso degli anni, hanno tagliato ore e risorse”.

Il sindacato di Sinopoli ammette che “la legge intende dare maggiore organicità e sistematicità a tale aspetto della formazione della persona e del cittadino, mediante l’individuazione di un docente coordinatore e l’attribuzione di una valutazione specifica che si concretizza nel voto numerico, pur mantenendo le caratteristiche della trasversalità e dell’interdisciplinarità”.

Tuttavia, conclude la Flc, “qualunque accelerazione rischierebbe di far calare dall’alto il provvedimento, impedendo di valorizzare alcuni aspetti positivi che intravediamo nel testo di legge e creando inutili e dannose sovrapposizioni rispetto all’esistente”