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Educazione civica, Bussetti: «Martedì firmo il decreto per evitare il rinvio»

Il ministro dell’Istruzione al festival di Rimini: «Così dovrebbe entrare in classe già dall’anno prossimo». Permane l’incertezza sulla sorte del «salva-precari»

24/08/2019
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Corriere della sera

Soluzione in vista per l’educazione civica. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti assicura che il lieto fine è dietro l’angolo: il Miur sta lavorando a un decreto ad hoc per evitare che il nuovo insegnamento (33 ore l’anno - con tanto di voto in pagella - su ambiente e Costituzione, cittadinanza digitale e mafia, diritto alla salute, bullismo e cyberbullismo) slitti di un anno a causa del ritardo nella pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale. «Martedì - ha detto Bussetti parlando al meeting di Rimini - penso che firmerò un decreto proprio perché si riesca ad aggiustare da un punto di vista amministrativo, oltre che procedurale, affinché entri in vigore dall’anno scolastico prossimo». Come riportato dal Corriere nei giorni scorsi, il testo del provvedimento sull’educazione civica approvato in via definitiva dal Senato lo scorso primo agosto prevedeva che il nuovo insegnamento fosse istituito «a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore della presente legge» e di conseguenza - poiché le leggi entrano in vigore 15 giorni dopo la loro pubblicazione - che legge fosse pubblicata al massimo venerdì 16 agosto. Mentre la legge è uscita in Gazzetta solo mercoledì 21 agosto. Il provvedimento di cui parla Bussetti dovrebbe servire a vincolare la sua entrata in vigore invece che all’inizio dell’anno scolastico all’effettiva riapertura delle scuole: in quasi tutte le regioni infatti la prima campanella suonerà nella settimana che si apre con lunedì 9 settembre (solo la provincia di Bolzano comincia prima, il 5, e cioè proprio 15 giorni dopo l’entrata in vigore della legge).

«Salva-precari» in bilico

Permane invece grande incertezza sul fronte del cosiddetto decreto salva-precari approvato lo scorso 6 agosto «salvo intese». Il provvedimento - volto a istituire un concorso ad hoc per i supplenti con più di 36 mesi di servizio nelle scuole statali e parallelamente un percorso abilitante speciale aperto anche a chi ha prestato servizio nelle scuole paritarie, era stato promosso dalla Lega assecondando i sindacati ma aveva incontrato forti obiezioni da parte dei grillini che lo avevano bollato come l’ennesima sanatoria a scapito del merito. Il ministro leghista invece, ancora oggi, lo ha difeso. «Mi auguro - ha detto - che sia possibile sciogliere le riserve in questi giorni, siamo ancora in tempo per pubblicarlo sulla Gazzetta Ufficiale». «Soprattutto - ha proseguito Bussetti - non era solo rivolto ai precari ma era anche una proroga di graduatorie del concorso 2016 che permetterà a tanti altri docenti di entrare in ruolo, conteneva anche la revisione per quanto riguardava la tariffa per il trasporto pubblico dei nostri studenti. Era un decreto importante, necessario, che era richiesto, condiviso con tutte le forze di organizzazione sindacali. Noi abbiamo lavorato in questi mesi e spero tanto che si riesca a sbloccare».