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E la fuga dei prof mette nei guai tre regioni

Lezioni a rischio da domani in Lombardia, Piemonte e Toscana

20/12/2020
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la Repubblica

Corrado Zunino

Si chiama fuga dei prof e dei maestri, è un refrain natalizio. E quest’anno — pur frenato dalla paura del contagio — sta mettendo in crisi singole classi e alcune scuole in Lombardia, Piemonte, Toscana. La richiesta del Pd al governo — date una deroga ai docenti, lasciateli viaggiare martedì 22 e mercoledì 23 — non è passata e così diversi insegnanti, timorosi di vincoli che in verità spesso non ci sono o interessati a un ponte lungo, hanno già lasciato le città del nord. In ferie o in malattia. Il quadro è questo. A Milano alcune scuole devono rivedere gli orari per domani e martedì. Due istituti comprensivi, il Paolo e Larissa Pini e il Console Marcello, sospendono del tutto le lezioni, altri otto accoglieranno gli studenti solo di mattina o fino al primo pomeriggio. «Le richieste per permessi erano 37, riguardavano oltre un terzo del personale totale», spiega la preside reggente del Console Marcello. Far proseguire l’attività didattica avrebbe messo a repentaglio la sicurezza».

Alcune scuole piemontesi hanno ridotto o rimodulato gli orari. All’istituto comprensivo Frassati, zona nord di Torino, martedì le lezioni finiranno per tutti a mezzogiorno. Alle superiori nessun problema: con la didattica a distanza la presenza a Torino non è indispensabile. Calendari stravolti, uscite anticipate e corsa contro il tempo per chiamare i supplenti si registrano a Firenze. «Da domani andremo in guerra», afferma Francesca Cantarella, preside dell’istituto comprensivo Vespucci. Il 23 dicembre si uscirà alle 12,30, quattro ore prima, ma ho dovuto dire di no alle decine di richieste di ferie, le lezioni devono essere garantite ». Nessun problema speciale a Genova mentre a Bologna la direzione didattica di Castel Maggiore ha deciso di anticipare le vacanze al 22. Protestano i genitori.

L’Associazione nazionale presidi, attraverso il presidente Antonello Giannelli, dice: «È inaccettabile che gli studenti perdano lezioni, in questo periodo è difficile trovare supplenti». In verità, un docente che ha mantenuto la residenza al sud, e spostato nella città dove insegna soltanto il domicilio, dovrebbe potersi spostare anche il 22 e il 23, e naturalmente poter rientrare tra il 6 e il 7 gennaio.

La call di ieri tra cinque ministri e i rappresentanti delle Regioni ha rafforzato l’ipotesi, raccontata ieri da Repubblica , del ritorno in classe delle scuole superiori per giovedì 7 dicembre. Diverse Regioni, tuttavia, chiedono un’aliquota in presenza più bassa e gestibile: il 50 per cento invece del 75. Richiesta che potrà essere accettata. Nella riunione si è accennato alla possibilità del prolungamento della stagione scolastica fino al 30 giugno, per ora solo per gli studenti più fragili e quelli che hanno bisogno di un recupero. Si è discusso, infine, della possibilità di fare tamponi preventivi agli studenti, su base volontaria.

I presidi della Basilicata, in un documento, hanno espresso i loro timori per uno scaglionamento sistematico dopo la Befana mentre Modena e provincia hanno siglato il primo accordo a un tavolo di Prefettura. Le scuole superiori del territorio si muoveranno secondo due orari: 8-14 e 10-15. A quest’ultimo aderirà il 30 per cento degli studenti.


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