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Dopo lo sgombero di Roma, FLC CGIL: restituire la scuola ai bambini

“Garantire lo stesso istituto e insegnanti”. Governo, Comune e Regione devono intervenire al più presto per trovare una nuova sistemazione ai rifugiati: “Siamo indignati, non si ripeta mai più”. La condanna della Fiom: la capitale non conosce accoglienza.

26/08/2017
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Le istituzioni italiane devono trovare al più presto una nuova sistemazione ai rifugiati, dopo lo sgombero di Roma, e in particolare devono restituire i bambini alla scuola. È l'auspicio che arriva oggi dal segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, e dal segretario della Flc Roma e Lazio, Eugenio Ghignoni.

La denuncia dell'Unicef sullo stato e sulla condizione drammatica, non solo sul piano psicologico, dei bambini eritrei, figli di rifugiati, costretti ad assistere ieri alla violenza sui loro genitori, fatti sgomberare dalle forze di polizia a piazza Indipendenza a Roma, "ci spinge da una parte a condividerne la sofferenza e a manifestare verso di loro la più affettuosa solidarietà della nostra organizzazione, ma dall'altra ad un moto fortissimo di indignazione rispetto alle modalità scelte per effettuare l'operazione". Questa la posizione del sindacato della scuola, che aggiunge: "Siamo accanto all'Unicef, a Medici senza frontiere, alla Caritas romana, a tutte le volontarie e tutti i volontari che hanno dato testimonianza di umanità e civiltà, in un contesto che questa umanità avrebbe potuto perderla del tutto, sotto le sferzate disumane degli idranti su persone inermi e a braccia alzate".

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I minori coinvolti nei fatti devono ritrovare subito la propria serenità, prosegue l'organizzazione. "Chiediamo con forza e determinazione che le istituzioni italiane facciano tutto il possibile per restituire a quei bambini, vittime due volte e innocenti due volte, la serenità che meritano, che facciano tutto il possibile per evitare di eradicarli dal contesto sociale, umano e scolastico nel quale sono vissuti fino a ieri, che li aiutino a formarsi dell'Italia l'idea di un paese che antepone la civiltà e il rispetto della dignità della persona umana a qualunque forma di repressione".

Va trovata subito, da parte del governo nazionale, del Comune di Roma e della Regione Lazio, una nuova sistemazione per i rifugiati. "Per quei bambini - inoltre - si tenga conto delle necessità psicologiche e didattiche, nello sforzo di restituire loro innanzitutto la stessa scuola e gli stessi insegnanti, perché c'è un enorme lavoro di ricostruzione da fare con loro, e siamo certi che la nostra classe docente sarà preparata e in grado di farlo. Quegli insegnanti sapranno, ne siamo certi, risanare le ferite dei bambini. Così come faranno i loro compagni di classe".

Il sindacato quindi conclude: "Quanto è accaduto ieri a Roma deve essere una dura lezione per tutti, soprattutto per le istituzioni democratiche. Quello che abbiamo visto ieri e che ha fatto inorridire il mondo intero, non deve ripetersi. Mai più".

Molto duro anche il giudizio della Fiom. "Gli sgomberi e le violenze sui rifugiati a Roma, capitale che, contraddicendo la sua storia, non conosce l'accoglienza, sono la tragica rappresentazione di un'estate in cui sono stati messi concretamente sotto attacco i più elementari diritti umani". A dirlo è la segreteria nazionale delle tute blu Cgil: "Il tutto, tra l'altro, nello stesso luogo - piazza Indipendenza - e con lo stesso responsabile di piazza delle manganellate ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori della Ast di Terni". La Fiom condanna dunque "la ferocia degli atti con cui si risponde a una emergenza sociale" e ritiene "necessario che sulla mancanza di rispetto dei princìpi costituzionali, a partire dai migranti, si apra un dibattito pubblico, anche per una presa di posizione alternativa al razzismo e all'egoismo dilagante".