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Docenti di sostegno, stabilità anti-Covid

Bianchi accusa: il 50% in deroga

16/06/2020
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ItaliaOggi

MArco Nobilio

Quest'anno la percentuale di posti in deroga di sostegno, rispetto a quelli in organico di diritto, è stata del 50,5%. Lo scorso anno è stata del 41,3% e nel 2017/18 del 38.7%. È sempre in crescita, dunque, il numero dei docenti di sostegno, a tempo determinato, spesso senza titolo o addirittura assunti da messa a disposizione. I posti in deroga, infatti, vengono autorizzati in organico di fatto, dopo le immissioni in ruolo. E le assunzioni avvengono spesso con contratti a tempo determinato con riflessi molto negativi sulla continuità didattica. Secondo la Task force presieduta da Patrizio Bianchi è necessario un intervento legislativo, anche in ragione delle necessità emerse con il Covid-19, per far sì che gli insegnanti di sostegno siano posti in condizione di assicurare il recupero dei livelli di competenza e relazionali perduti dagli alunni disabili nel corso del lungo periodo di assenza da scuola. E per fare questo bisogna ampliare il più possibile l'organico di diritto, assorbendo i posti in deroga e disponendo più immissioni in ruolo così da assicurare la continuità didattica. E in più bisogna fare in modo che le università formino un numero più consistente di docenti specializzati, così da superare il problema della carenza di docenti titolati per questa particolare tipologia di insegnamento.

La commissione tecnica ha evidenziato l'inadeguatezza delle misure adottate dai governi di anno in anno per dare attuazione alla sentenza 80/2010 della Corte costituzionale, che ha stabilito l'incostituzionalità della norma di legge che avevano posto un limite massimo al numero dei docenti di sostegno (articolo 2, commi 413 e 141 della legge 244/2007) e ai posti in deroga. I governi che si sono succeduti da allora in poi, infatti, anziché risolvere il problema alla radice, autorizzando l'ampliamento dell'organico di diritto, hanno utilizzato lo strumento congiunturale dell'autorizzazione di posti in deroga.


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