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Dl scuola, altra fiducia. L’8 giugno sarà sciopero

Dai sindacati all'Anci alle regioni, le preoccupazioni sull'avvio del nuovo anno scolastico e della didattica in presenza

05/06/2020
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il manifesto

«Se non fosse inusuale anche il governo aderirebbe allo sciopero». Con una battuta conciliante il premier Conte ieri ha provato a placare i malumori della comunità scolastica. Lo ha fatto nel corso di una sterminata riunione con le ministre Azzolina e De Micheli, il presidente della conferenza delle regioni Bonaccini, quello dell’Anci Decaro, il Comitato tecnico-scientifico, i leader dei sindacati confederali, quelli della scuola, i Forum delle associazioni studentesche e dei genitori. Conte, a parole, ha apprezzato lo slogan dello sciopero dell’8 giugno convocato da Cgil Flc, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals e Gilda: «Fare scuola insieme, riaprire in sicurezza». Ma al di là dei convenevoli, il premier ha toccato con mano le preoccupazioni sul nuovo anno scolastico e l’incertezza sul riavvio della didattica in classe. Anche Anci e Regioni hanno lamentato i ritardi e l’insufficienza dei fondi. La vasta convocazione serviva proprio a ritrovare un dialogo dopo la rottura sul dl scuola. Sul quale, poco prima, il governo ha chiesto la fiducia per la seconda volta.

Esito scontato: 305 sì, 221 no e 2 astenuti. Da ieri sera e fino a oggi (forse domani) saranno votati i molti ordini del giorno delle opposizioni. Poi il voto finale sul provvedimento, come da regolamento della Camera. Dure le opposizioni, i colleghi dell'”indimenticabile” ministra Gelmini: «Invece di assumere i precari storici si fa un nuovo concorsone aumentando il precariato», ha detto in aula Fabio Rampelli (Fdi), «Il decreto dovrebbe parlare di come si conclude l’anno scolastico, di cosa aspetta alle famiglie da settembre, di come sostenere le paritarie: nemmeno un accenno». Anche nelle file del Pd c’è dissenso sul reclutamento dei prof. «Voterò contro. Senza alcuna discussione in nessun organismo, abbiamo ceduto a una forzatura dei 5s», ha spiegato Matteo Orfini, che ieri non ha partecipato al voto di fiducia.


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