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Didattica via web da subito solo alle superiori

Doppia strada per la didattica a distanza. Se per gli studenti delle superiori la possibilità di seguire online le lezioni - che nel frattempo il ministero dell’Istruzione ha rinominato in «didattica digitale integrata» cambiando anche l’acronimo da Dad a Ddi - rappresenta da subito una strada praticabile, per i loro compagni più piccoli almeno all’inizio nasce solo come piano B

21/09/2020
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Il Sole 24 Ore

Eugenio Bruno

Doppia strada per la didattica a distanza. Se per gli studenti delle superiori la possibilità di seguire online le lezioni - che nel frattempo il ministero dell’Istruzione ha rinominato in «didattica digitale integrata» cambiando anche l’acronimo da Dad a Ddi - rappresenta da subito una strada praticabile, per i loro compagni più piccoli almeno all’inizio nasce solo come piano B. Le scuole del primo ciclo, infatti, potranno farvi ricorso solo in caso di nuovo lockdown. Sia totale che parziale.

Le novità per i più piccoli

Che l’e-learning possa essere una risorsa lo ha ricordato di recente anche l’Organizzazione mondiale della sanità. Nella dichiarazione congiunta a firma del direttore regionale per l’Europa, Hans Kluge, e del nostro ministro della Salute, Roberto Speranza, arrivata al termine di un summit sulla ripresa delle lezioni che ha coinvolto 53 Paesi, si legge: «È realistico preparare e pianificare la disponibilità dell’apprendimento online, e può rivelarsi necessario durante una episodica quarantena, completando l’apprendimento in classe laddove alcuni alunni non partecipino per mantenere il distanziamento nelle aule più piccole».

Perché se è vero che alle medie e alle superiori i presidi potranno utilizzarla solo in caso di nuove chiusure (che, se limitate al singolo istituto, dovranno comunque essere contrattate con l’Ufficio scolastico regionale) è in questi giorni che devono integrare il piano triennale dell’offerta formativa con il “Piano scolastico per la didattica digitale integrata”, con particolare riferimento agli alunni con maggiori bisogni educativi o con disabilità. Tenendo conto però che - per evitare lo “spontaneismo” del recente passato quando anche all’interno dello stesso istituto sono state adottate soluzioni diverse da classe a classe - il numero di ore minime di lezione da remoto viene fissato dalle linee guida ministeriali di agosto in 15 ore al primo ciclo (10 in prima elementare) e 20 alle superiori.

Una risorsa per le superiori

Alla secondaria di II grado la didattica online sincrona o asincrona - cioè in diretta o in differita - può essere una risorsa sin d’ora. Purché venga utilizzata in maniera «complementare» a quella in presenza, per espressa previsione delle stesse linee guida ministeriali. E non è un caso che molti dirigenti scolastici sono pronti a usarla sin dal primo giorno di scuola per risolvere il problema irrisolto di spazi o per attendere la consegna dei nuovi banchi monoposto che andrà avanti fino a fine ottobre. In molti licei o istituti tecnici i gruppi classe saranno divisi in due e seguiranno le lezioni in maniera alternata: metà in classe e metà da casa. Magari per tre giorni a testa, spalmando l’orario settimanale anche sul sabato.

Un antipasto c’è già stato nei giorni scorsi quando diverse scuole hanno scelto l’e-learning per le attività di recupero degli apprendimenti previste a partire dal 1° settembre. Dopo aver deciso di limitare le bocciature ai soli casi eccezionali e, dunque, ammettere quasi tutti gli studenti all’anno successivo, la ministra Lucia Azzolina ha affidato a questi “corsi di recupero 2.0” il compito di aiutare i ragazzi a recuperare le insufficienze accumulate durante la sospensione delle attività didattiche in presenza.

Sempre per evitare il ripetersi di spiacevoli episodi del recente passato le scuole sono chiamate inoltre ad aggiornare il regolamento di istituto e il patto educativo corresponsabilità, prevedendo specifiche sanzioni per chi dovesse disertare le lezioni online o mantenere un comportamento inadeguato. E qui i presidi si stanno sbizzarrendo. Come del resto è accaduto per le “pene” da adottare nei confronti degli studenti e delle studentesse che si rifiutino di indossare la mascherina negli spazi comuni e ogni volta che si allontanano dal banco. Se basteranno o meno lo scopriremo nelle prossime ore.