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Didattica a distanza, scontro a più voci

0 VOTI Botta e risposta tra ministero dell'istruzione, sindacati, dirigenti e docenti

24/03/2020
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ItaliaOggi

CArlo Forte

Botta e risposta tra ministero dell'istruzione, sindacati, dirigenti e docenti alle prese con la didattica a distanza. Il 17 marzo scorso, con un provvedimento unilaterale, il ministero dell'istruzione ha emanato una nota con le prime indicazioni per l'home schooling via web, che docenti alunni e famiglie stanno sperimentando in questi giorni a causa dell'emergenza da Coronavirus. Il giorno successivo i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams ne hanno chiesto il ritiro. Le sigle firmatarie del contratto hanno lamentato il mancato confronto con i sindacati in questa delicata materia. Che rientra tra quelle di competenza della contrattazione collettiva.

Ed hanno chiesto di essere convocati in videoconferenza per discuterne con i vertici ministeriali. Alla presa di posizione dei sindacati ha fatto seguito una dura replica da parte di 20 di dirigenti scolastici, pubblicata sul sito istituzionale dell'Indire, sempre il 18 marzo. Nota con la quali i 20 presidi, tra cui Amanda Ferrario, già consulente del ministro Bussetti, hanno detto ai sindacati: «Noi dirigenti sindacali vorremmo farvi avere un messaggio semplice: vergognatevi, e abbiate la dignità di tacere».

Poi: «È ora di smetterla di trincerarsi dietro il contratto, generando l'idea che si stia facendo volontariato nel portare avanti la didattica a distanza».

Lo stesso giorno faceva eco a questa presa di posizione anche il capogruppo in commissione cultura alla camera del partito di Matteo Renzi, Italia Viva, Gabriele Toccafond: «In un contesto del genere» dichiarava all'Ansa l'ex sottosegretario all'istruzione del governo Renzi «quella dei sindacati è una pretesa lunare, totalmente fuori misura».

Ad entrambe le tesi hanno ritenuto di rispondere 100 docenti provenienti da tutta Italia, con una lettera che risponde punto per punto alle argomentazioni dei 20 presidi e dell'esponente di Italia Viva. « La condizione di emergenza che ha portato alla chiusura delle scuole come atto di prevenzione e di riduzione del rischio», si legge nella lettera dei 100 docenti «non costituisce una sospensione della democrazia».

E siccome il ministero dell'istruzione «ha dettato in modo unilaterale norme che appartengono contrattualmente alla relazione tra organizzazioni dei lavoratori e amministrazione scolastica» i sindacati « che rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori della scuola che liberamente hanno scelto di aderirvi, hanno giustamente protestato chiedendo al ministro di essere convocate».