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Dal Salvaprecari di Bussetti alla chiamata diretta dei 5stelle

In attesa del cambio di guardia a palazzo chigi

13/08/2019
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ItaliaOggi

CArlo Forte

La crisi di governo mette in stand-by una serie di provvedimenti in itinere che riguardano la scuola, che potrebbero arenarsi definitivamente in vista del cambio della guardia a palazzo Chigi. Alcuni di origini governativa, altri invece parlamentare. Tutti molto attesi dal settore.

Cancellazione della chiamata diretta. Il disegno di legge S 763, prima firmataria Bianca Laura Granato, senatrice del M5S, disponeva la cancellazione della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. Il provvedimento è stato approvato in prima lettura al senato il 18 luglio scorso. E viaggiava speditamente verso l'approvazione definitiva alla camera. Che sarebbe dovuta avvenire, presumibilmente, alla riapertura dei lavori della camera dopo la pausa agostana. Il disegno di legge prevedeva l'abrogazione espressa dei commi 18, 80, 81 e 82 dell'articolo 1 della legge 107/2015, la riforma della Buona scuola di Matteo Renzi. Vale a dire, delle norme che istituiscono gli ambiti territoriali e la cosiddetta chiamata per competenze. A partire da quest'anno, grazie ad una norma contenuta nella legge ultima di bilancio del governo gialloverde, che vieta l'assegnazione dei docenti agli ambiti territoriali, il contratto sulla mobilità (si veda l'articolo 8 comma 6) ha disposto l'assunzione della titolarità della sede per i docenti titolari di incarico triennale e della titolarità sulla provincia dei docenti senza sede.

Ma questa clausola negoziale, attualmente, sembrerebbe priva di copertura legale. Il comma 796 dell'articolo 1 della legge di Bilancio, infatti, si limita a disporre che «decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale del medesimo personale non possono comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale». Ma non prevede l'abrogazione delle norme della legge 107/2015, che istituiscono e regolano gli ambiti territoriali e la chiamata diretta. Di qui la necessità di un provvedimento legislativo che lo prevedesse espressamente mettendo in sicurezza le pattuizioni contenute nel contratto sulla mobilità. Che, a questo punto, è naufragato in zona Cesarini.

Decreto salvaprecari. Il 6 agosto scorso il governo aveva approvato il decreto legge salvaprecari «salvo intese». Da trovare infatti ancora l'accordo tra Lega e M5s sull'accesso al concorso riservato e ai Pas: il Movimento5stelle voleva una preselezione in ingresso, la lega invece teneva il punto sulla ratio di un concorso riservato nato per premiare il servizio. Il provvedimento prevedeva il varo di misure urgenti per prevenire o tamponare gli effetti dell'abuso di reiterazione dei contratti di supplenza oltre i tre anni, come da intese sottoscritte con i sindacati presso palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e secondo l'articolazione definita, dopo un serrato confronto con le stesse sigle sindacali, dal ministro dell'istruzione Marco Bussetti.

Lo Stato italiano è già stato fatto oggetto dell'avvio di una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea (decisione n. 20144231 del 25/7/2019, si veda Italia Oggi del 30 luglio scorso). L'esecutivo contava di istituire un concorso riservato ai precari triennalisti, di prorogare le graduatorie del concorso del 2016 fino al 2019/20 e, infine, di istituire corsi abilitanti. Il concorso doveva essere riservato ai docenti precari delle secondarie di I e II grado, che avessero prestato servizio nelle istituzioni scolastiche o educative statali almeno tre anni nel periodo compreso tra il 2011/12 e il 2018/19. E ai vincitori sarebbe stato assegnato un contingente pari al 50% dei posti utili per le immissioni in ruolo del concorso ordinario. Il governo intendeva anche istituire un percorso formativo abilitante straordinario al quale avrebbero potuto accedere tutti gli aspiranti in possesso di almeno 3 anni di servizio prestato nel periodo compreso tra il 2011/12 e il 2018/19. Il dl non è approdato neppure in Gazzetta Ufficiale.

Collegi stragiudiziali. Il 28 maggio scorso, era stato assegnato alla VII commissione del senato un disegno di legge (S. 1097, prima firmataria Bianca Laura Granato, senatrice del M5S) che prevede la costituzione di collegi stragiudiziali presso gli uffici scolastici per dirimere le controversie di lavoro tra docenti e dirigenti scolastici.

Rimedi per l'algoritmo. Esponenti dell'attuale maggioranza di governo stavano lavorando anche a un disegno di legge per agevolare la mobilità interprovinciale dei docenti vittime dell'algoritmo della legge 107/2015. Il provvedimento, che non è stato presentato e che, probabilmente, rimarrà solo sulla carta, prevedeva l'ampliamento dell'aliquota dei trasferimenti provinciali e la possibilità di costituire graduatorie aggiuntive a quelle dei concorsi a cattedra. Così da consentire ai docenti idonei, ma non immessi in ruolo per carenza di posti, di coprire i posti lasciati liberi dai docenti che avessero ottenuto i trasferimenti interprovinciali dal Nord al Sud. Il provvedimento era finalizzato a dare attuazione a una pattuizione prevista nel contratto di governo, che era rimasta ancora in stand by.