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Dad, restituire i soldi non spesi

Omissioni e ritardi perseguiti davanti la Corte dei conti

01/12/2020
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ItaliaOggi

Marco Nobilio

I dirigenti scolastici che non sono riusciti a spendere i fondi assegnati alle scuole per la didattica a distanza o che li hanno spesi, ma non li hanno rendicontati, dovranno restituirli al ministero dell'economia. Che li utilizzerà per rimpinguare il fondo di ammortamento dei titoli pubblici. La restituzione dovrà avvenire entro il 20 dicembre prossimo ed eventuali inadempimenti integreranno la responsabilità per danno erariale in capo ai dirigenti. Lo prevede l'articolo 265, commi 8, 8 bis e 9 del decreto-legge 34/2020.

La scadenza del termine per la restituzione si avvicina e il ministero dell'istruzione ha impartito ai dirigenti scolastici le disposizioni per provvedere ai necessari adempimenti con la nota 33370/2020 del 24 novembre scorso. I finanziamenti a cui fa riferimento la nota sono gli 85 milioni di euro stanziati per la didattica a distanza. Di questi, 10 milioni erano stati destinati alle scuole per dotarsi di piattaforme e di strumenti digitali utili per l'apprendimento a distanza, o per potenziare quelli già in dotazione; 70 milioni erano stati stanziati per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d'uso, dispositivi digitali individuali per accedere alla didattica a distanza; 5 milioni erano stati messi a disposizione per provvedere alla formazione del personale.

L'amministrazione ha spiegato ai dirigenti scolastici che l'obbligo di restituzione vale per le scuole che non hanno utilizzato in tutto o in parte le risorse assegnate o che non hanno correttamente rendicontato nei termini prescritti. E che le somme dovranno essere versate all'entrata del bilancio dello Stato. Il ministero ha chiarito, inoltre, che il termine del 20 dicembre, data entro il quale i dirigenti dovranno provvedere ai necessari adempimenti, è un termine perentorio, essendo tassative le norme che lo prevedono.

Pertanto «eventuali ritardi od omissioni possono comportare l'insorgere di responsabilità amministrativo-contabile». In altre parole, i dirigenti inadempienti rischiano di andare incontro ad azioni di responsabilità davanti alla Corte dei conti. Il ministero ha spiegato che le somme dovranno essere versate sul capitolo di entrata del Capo X n. 3330, denominato «Proventi derivanti da donazioni o disposizioni testamentarie ed altri proventi da destinare al fondo ammortamento dei titoli di Stato». Il codice Iban di riferimento è: IT 77X 01000 03245 348 0 10 3330 00, per i versamenti in conto competenza presso la sezione di Tesoreria di Roma succursale. E la causale del versamento che dovrà essere indicata è: «Art. 120 della legge 24 aprile 2020, n. 27 – Somma versata ai sensi dell'articolo 265, comma 9, della legge 17 luglio 2020, n. 77». La verifica dell'avvenuto versamento delle risorse non utilizzate in conto entrate del bilancio dello stato dovrà essere effettuata da un non meglio specificato «organo di controllo presso l'istituzione scolastica».

I dirigenti scolastici, inoltre, dovranno comunicare l'avvenuta restituzione delle risorse non utilizzate, attraverso la piattaforma «PNSD – Gestione Azioni», secondo le istruzioni fornite nella guida allegata alla nota del 24 novembre. La comunicazione dovrà avvenire sempre entro il 20 dicembre prossimo, per consentire all'amministrazione centrale di effettuare il necessario monitoraggio. Il ministero dell'istruzione ha precisato, inoltre, che eventuali richieste dovranno essere formulate esclusivamente tramite la piattaforma «PNSD – Gestione Azioni», utilizzando la funzione «Le tue richieste», che costituisce l'unico canale di comunicazione con l'ufficio del piano nazionale scuola digitale per quesiti o assistenza.

Per individuare esattamente le risorse a cui fa riferimento l'amministrazione centrale, le istituzioni scolastiche potranno fare riferimento alle indicazioni fornite dall'amministrazione centrale con la nota 562/2020 del 28 marzo. Le somme avrebbero dovuto essere iscritte in conto competenza nell'Aggregato «03 Finanziamento dallo Stato», Voce «06 Altri finanziamenti vincolati dallo Stato».

L'imputazione delle risorse avrebbe dovuto essere effettuata in una scheda illustrativa finanziaria denominata «Risorse ex art. 120, dl 18/2020». Per le somme destinate all'acquisto delle piattaforme e i pc e i tablet per gli alunni avrebbe dovuto essere utilizzata la categoria di destinazione«A03 – Didattica»-, mentre, per le risorse destinate alla formazione avrebbe dovuto essere utilizzata la categoria di destinazione «P04 – Progetti per formazione/aggiornamento del personale».