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da Pavone risorse - Non desiderare la scuola degli altri

Non desiderare la scuola degli altri di Angelo Vita Le novità che il Ministro ci propina a getto continuo sulla cosiddetta Riforma della scuola, sono a dir poco stupefacenti. Chissà che qualche ...

28/01/2002
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PavoneRisorse

Non desiderare la scuola degli altri
di Angelo Vita

Le novità che il Ministro ci propina a getto continuo sulla cosiddetta Riforma della scuola, sono a dir poco stupefacenti. Chissà che qualche comico non stia pensando di servirsene per divertire il pubblico. Nemmeno il tempo di assorbirle, criticarle che ce ne ritroviamo di fronte altre.

La sai l'ultima? riguarda la bocciatura o promozione biennale degli alunni. Non si sa perché si parla sempre meno della bocciatura/promozione delle strutture edilizie in cui tante scuole sono costrette specie al sud. Dove lavoro io, non lo auguro a nessuno, il freddo è così pungente da farci desiderare la scuola d'altri, sperando di non peccare o rimanerci stecchiti in dolce compagnia di alunni, bidelli e dirigente.

È davvero importante il rispetto dell'annualità scolastica? Ma fatemi il piacere, sembra dirci la Moratti, due è meglio che uno. Per quale ragione gli alunni dovrebbero recuperare i '#8216;debiti' nel corso dell'anno e non alla fine del biennio in occasione dell'ardua sentenza? Quale vantaggio ne trarrebbero discenti e docenti? Risulta, davvero, così importante quest'innovazione o si tratta, più semplicemente, di un'idea esiziale? Qual é lo spirito di questa nuova trovata? A tal proposito è bene associare altre domande a mo' di riflessione del tipo: su quali criteri le famiglie decideranno se portare i loro figli a scuola sei mesi prima del previsto? Come mai questo compito non viene affidato alle scuole materne? Sono davvero così insignificanti i pareri/contro di pedagogisti come Susanna Mantovani ed altri? La professionalizzazione/liceizzazione perché si deve anticipare (rispetto alla proposta Berlinguer) di due anni? E ancora. Quali benefici ricavano i docenti a frequentare corsi di specializzazione universitaria per carriere assai poco remunerate? Il Presidente della Commissione di esami di Stato perché deve essere esterno se gli altri componenti sono tutti interni? Da più garanzia la nuova o le vecchie Commissioni? Vogliamo prenderci in giro? È del tutto evidente che le scuole statali così facendo, volenti o nolenti, vengono costrette ad essere esautorate dalla funzione educativo/istruttiva ad esse connaturata ad esclusivo vantaggio delle scuole private che, col tempo, diventeranno sempre più competitive e popolate. Competitive, ovviamente, sol perché vengono esautorate le prime e non per moto proprio.

Il disegno di Riforma, pertanto, diventa sempre più chiaro: spopolare la scuola pubblica, popolare la scuola privata. Come dire. Retrocediamo i servizi statali e puntiamo sul mercato. Per quale motivo, infatti, devo scegliere una scuola pubblica alla disperata ricerca di sponsorizzazioni, per poter andare avanti, quanto una scuola/azienda mi garantisce una formazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi suoi propri che la promuovono e mi garantiscono uno sbocco occupazionale? Una scuola promossa dalla Fiat, si fa per dire, la si preferirà ad un'altra, magari, da essa stessa sponsorizzata. E' sempre meglio un rapporto diretto rispetto ad uno indiretto. Una scuola promossa dalla Chiesa cattolica, che mi garantirà l'imprimatur, per insegnare detta religione, la preferisco ad un'altra che fa sì religione ma non mi garantisce di poterla insegnare. E' ovvio che se domani al posto del cattolicesimo ne adottassimo un altro il discorso non cambierebbe. Ogni ordine ha i suoi pro ed i suoi contro. L'unica che in questa logica non avrebbe pro sarebbe la scuola statale relegata a cenerentola della formazione.

Come si vede le domande che necessitano di attente risposte sono diverse e la classe docente come gli alunni devono riflettere e comprendere, sin da subito, che cosa il governo ha in mente per il futuro della scuola. È lecito, quindi, chiedersi: chi può avere interesse a far sì che le "azioni scolastiche" crollino. Se é vero che nel pesce la prima a puzzare é la testa risulta evidente l'intento del manovratore: fare implodere la scuola pubblica per investire sulle private al fine di coltivare un consenso di massa da utilizzare per accrescere il proprio potere sotto la stella del liberismo monocratico ed omogeneizzato dal controllo di tutti i settori massmediali indispensabile ad accrescere le proprie azioni all'interno della neo-azienda/Italia già Repubblica democratica ed antifascista.


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