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Da «base» a «avanzato» Elementari, addio ai voti: arrivano i nuovi giudizi

Ecco le 4 valutazioni in vigore dalla prossima pagella

27/11/2020
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Corriere della sera

Valentina Santarpia

In arrivo i giudizi descrittivi al posto dei voti numerici nella valutazione intermedia e finale della scuola elementare. Sta per diventare realtà la novità prevista dal decreto Scuola, approvato lo scorso giugno, e contenuto nell’Ordinanza presentata dal ministero dell’Istruzione ai sindacati. Con le nuove regole, che entreranno in vigore già dalla prossima pagella di metà anno, il voto numerico ai bambini della primaria viene abolito e si introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, educazione civica compresa. «Un cambiamento che abbiamo deciso in Parlamento — spiega la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina — mettendo al centro l’idea che la valutazione, soprattutto in quella fascia di età, debba essere quanto più possibile chiara e rappresentativa del percorso fatto, dei miglioramenti conseguiti, degli obiettivi raggiunti». L’ordinanza con le indicazioni operative per le scuole e le linee guida allegate saranno ora inviate al Consiglio superiore per la Pubblica Istruzione per il parere definitivo.

Il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento. Il livello «avanzato» è quello dell’alunno che porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità. In quello «intermedio» lo studente porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo. Il giudizio «base» è del bambino che porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità. Infine, chi viene considerato «in via di prima acquisizione» porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

Gli insegnanti delle varie discipline terranno conto del percorso fatto dallo studente e della sua evoluzione. «In questo modo abbiamo la possibilità di osservare e descrivere con maggiore chiarezza non solo i traguardi raggiunti dalle bambine e dai bambini, ma anche il percorso che hanno fatto per raggiungere determinati obiettivi», osserva la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani. Avrebbe mantenuto il voto numerico invece l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni: «Rende più intellegibile il riconoscimento del merito: ma l’importante è che anche il giudizio riconosca le capacità dell’allievo». Novità anche per gli studenti disabili e con disturbi dell’apprendimento: la valutazione sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato e nel Piano didattico personalizzato.