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Corriere: USA. Addio scuola, si studia a casa. Con il precettore

La maggioranza delle famiglie fornisce motivazioni di ordine religioso. Le regole variano da Stato a Stato, preoccupate le autorità scolastiche

29/12/2006
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Corriere della sera

Negli Usa cresce il numero dei ragazzi istruiti da maestri privati: ora sono due milioni e mezzo A rifiutare il sistema tradizionale sono soprattutto gli ex «figli dei fiori» e i teorici del creazionismo

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK — I radicali della sinistra anti-sistema e i cristiani evangelici più integralisti non hanno nulla in comune. Tranne una cosa: la tendenza a istruire i loro figli tra le mura di casa, anziché mandarli a scuola. Gli ex «figli dei fiori» che rifiutano un'istruzione che considerano autoritaria, perché imposta dall'alto e costretta nei binari rigidi dei programmi, e i «creazionisti» che considerano il darwinismo una menzogna, ripudiano la scienza ufficiale e raccontano ai figli di un mondo creato da Dio appena seimila anni fa, sono i due motori di un fenomeno non nuovo ma che negli ultimi anni si è sviluppato molto rapidamente: quello dell'home
schooling.
I ragazzi che non vanno a scuola ma studiano a casa sotto la supervisione di insegnanti privati o degli stessi genitori, in America ormai sono probabilmente più di due milioni.
Le ultime statistiche del governo — basate però su dati parziali e ferme al 2003 — parlano di un milione e centomila bambini che rimangono a casa per scelta esplicita dei genitori: una scelta illegale in molti Stati, ma non negli Usa che qualche anno fa hanno cambiato le loro leggi anche i seguito alla pressione dei gruppi religiosi.
STATI E REGOLE — Oggi ogni Stato dell'Unione si regola come crede: alcuni chiedono alle famiglie un attestato che certifichi la presenza dei ragazzi alle lezioni dei docenti privati, mentre altri richiedono un esame a fine anno. Ma ci sono anche Stati — soprattutto quelli del Midwest come Illinois, Indiana, Kansas e Michigan — che sono molto permessivi. E anche laddove le regole sono più severe, esse perdono valore quando al rifiuto della scuola viene data una motivazione religiosa.
Di recente la pubblicazione di nuove statistiche secondo le quali il fenomeno è quintuplicato in pochi anni (riguarderebbe ormai circa 2,5 milioni di ragazzi) ha innescato un'aspra polemica.
Sono in molti a ritenere che questi giovani pagheranno cara la rigidità ideologica dei loro genitori: entreranno nella vita sociale e nel mercato del lavoro impreparati, sia dal punto di vista del bagaglio nozionistico che da quello della gestione delle relazioni interpersonali.
CORSI E ASSISTENZA — Ma ormai tanto gli evangelici quanto le famiglie «freak» difendono con i denti la loro conquista, appoggiate in questo da una serie di organizzazioni che sono sorte nel frattempo e che le aiutano a risolvere i problemi legali, offrono assistenza didattica, forniscono docenti per lezioni a domicilio individuali o collettive e propongono perfino corsi online, approfittando delle tecniche di e-learning ormai disponibili su Internet. Il fenomeno si sta così pian piano «istituzionalizzando».
Tanto più che, oltre a quelli originati da scelte ideologiche, sempre più numerosi sono i casi di figli di genitori molto ricchi, costretti dal loro lavoro a continui traslochi, che preferiscono far studiare i ragazzi in casa, magari portandosi dietro nei loro spostamenti anche gli istitutori, piuttosto che cambiare di continuo scuole, insegnanti, programmi e lingue.
Da Platone a George Washington, quella dei giovani cresciuti dai precettori è una storia vecchia come il mondo, tanto più che la scuola di massa è un'istituzione relativamente recente. Ma il fenomeno attuale ha preso corpo negli anni '60 del secolo scorso su tutt'altre basi: non il desiderio di ampliare e personalizzare la conoscenza, ma la manifestazione di una contro-cultura di sinistra convinta che i giovani dispongano di meccanismi naturali di apprendimento che, quando sono pronti, li portano ad imparare a leggere e scrivere e anche ad acquisire nozioni specialistiche più complesse. Il tutto senza bisogno di pressioni esterne, così come è avvenuto quando hanno cominciato a camminare e a parlare: non vanno quindi obbligati a studiare, né devono essere in qualche modo tenuti a seguire un programma «preconfezionato».
LEGGI AD HOC — Negli anni '70, superata l'era della «contestazione», il fenomeno avrebbe potuto essere riassorbito, ma a quel punto sono stati gli evangelici a uscire allo scoperto. Hanno ottenuto nuove leggi e hanno creato organizzazioni come il Discovery Institute di Seattle ed Exodus Mandate, che forniscono supporto alle famiglie che ritirano i figli dalle scuole. Così un fenomeno che nel 1990 interessava ancora solo 300 mila ragazzi, è esploso.
LE AUTORITÀ SCOLASTICHE — Certo, parliamo sempre di una frangia, in un Paese di 300 milioni di abitanti. Ma le autorità scolastiche sono preoccupate dal numero comunque imponente di ragazzi che crescono senza una preparazione che li metta in grado di accedere all'istruzione accademica. Una preoccupazione che, però, non sembra sfiorare la Casa Bianca di George Bush che ha assunto come «stagisti» sette studenti usciti dal Phc, il collegio messo in piedi dai creazionisti per dare uno sbocco accademico «alternativo» ai ragazzi che studiano in casa.