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Corriere: Università, il governo accelera: fiducia sul decreto Gelmini

Scuola Giovedì il voto. Il ministro Vito: accolte anche proposte del centrosinistra. L'opposizione: un atto grave che impedisce il dialogo

06/01/2009
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Corriere della sera

ROMA — Fiducia domani pomeriggio, voto finale giovedì alle ore 13. Chiede la fiducia il governo, e non è certo una sorpresa, sul decreto che riguarda l'Università e che scade il 9 gennaio. Il decreto aveva già ricevuto il via libera dal Senato lo scorso 12 dicembre. Ancora una volta il governo pone la fiducia (è la nona volta) per evitare rischi e far presto.

«La scadenza è troppo vicina — ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito — e in commissione si è già sviluppato un esame compiuto del testo». Inoltre, conclude Vito «il Senato aveva già apportato rilevanti modifiche accogliendo anche proposte dell'opposizione ». «È un provvedimento assolutamente utile e necessario — l'ha definito il ministro Mariastella Gelmini —. Un passo in avanti verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi».

Insorge l'opposizione. Il ministro ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia denuncia questa «strategia dell'inganno dell'opinione pubblica» e aggiunge che «il ricorso alla fiducia rappresenta un atto grave con il quale il governo pone un ostacolo enorme a ogni possibile opzione di dialogo ». Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura giudica «offensivo che il ministro Vito dichiari che c'è sostanziale condivisione tra maggioranza e opposizione sul decreto. In realtà al Senato sono stati accolti solo pochi emendamenti formali. Abbiamo perciò chiesto di illustrare comunque in aula i nostri emendamenti perché fosse chiara la nostra posizione. Questo è un decreto peggiorativo che rischia di non raggiungere nessuno dei risultati che si prefigge».

Ma quali sono le novità del decreto Gelmini sull'università? Eccole: le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori ordinari saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. In attesa di un riordino organico, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso di ricercatore saranno composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando.

Le università sprecone (spesa per il personale oltre il 90 per cento dello stanziamento statale) non potranno fare nuove assunzioni. Per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turnover (20 per cento nelle altre amministrazioni) sale al 50 per cento. Il 60 per cento delle assunzioni dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. Gli atenei migliori, quelli con offerta formativa efficienza e qualità della ricerca più alte, avranno più fondi e tutti gli aventi diritto (180 mila circa) avranno la borsa di studio, per questo sono stati stanziati 135 milioni di euro.

Mariolina Iossa