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Corriere - Milano-Si riscopre il bacino d'utenza In classe non più di 25 studenti

Si riscopre il bacino d'utenza In classe non più di 25 studenti Ginnasio o industriale, alberghiero o scientifico, ognuno per il suo corso di studi. La domanda di iscrizione alla prim...

28/01/2002
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Corriere della sera

Si riscopre il bacino d'utenza In classe non più di 25 studenti

Ginnasio o industriale, alberghiero o scientifico, ognuno per il suo corso di studi. La domanda di iscrizione alla prima classe delle superiori è stata presentata (termine scaduto il 20 gennaio, ma non si rifiutano le iscrizioni tardive di questi giorni). Ora, le scuole medie dovranno smistare le domande raccolte ai vari istituti richiesti e questi ultimi formalizzeranno o meno l'iscrizione. Piccole ansie crescono. Lo accetteranno o no il mio ragazzo? Non è che dovrò cambiare scuola ancor prima di iniziare? Dunque, sarà bene seguire l'iter dell'operazione. Una circolare "tecnica" della Provincia di Milano, firmata con l'Ufficio scolastico, datata 14 gennaio 2002 e inviata a tutti i presidi, non tranquillizza. In pratica, si invitano i capi di istituto a "valutare con estrema attenzione gli spazi disponibili al momento della raccolta delle iscrizioni". Signori presidi, non superate il numero di allievi previsto dalla capienza complessiva delle aule a disposizione. E questa volta sul serio. Così, almeno a leggere la circolare. Per l'ormai famosa legge 626 sulla sicurezza non si possono stipare in una classe più di 25 alunni (e 2 adulti). Se arrivano più domande di iscrizione, il preside deve comunicare le "eccedenze" in Provincia, avvisare i genitori interessati, dirottare i ragazzi in altri istituti o succursali. Torna così ad avere un certo peso il "bacino di utenza" (se uno studente abita nella zona dove sorge la scuola ha più possibilità di frequentarla). Fondamentali risultano essere i criteri di formazione delle classi stabiliti dalle varie scuole e utilizzati anche per accogliere o meno le iscrizioni (e debitamente fatti conoscere ai genitori). Irrinunciabile un'efficace collocazione dell'offerta formativa sul territorio (due licei o istituti con identici indirizzi di studio non servono a cento metri di distanza l'uno dall'altro). Non che le famiglie fossero all'oscuro di tutto. Il modello C (relativo alle iscrizioni alle scuole superiori) prevedeva che il genitore dichiarasse di essere consapevole "dei vincoli organizzativi e dei criteri fissati dal Consiglio di Istituto". Doveva anche indicare in ordine di preferenze altri istituti, diciamo di riserva. Parola d'ordine, dunque, programmazione territoriale. "Attualmente non la fa nessuno, e io devo accogliere decine di studenti che vengono dalla metropoli, per il solo fatto che non sono attivati nei loro comuni indirizzi linguistici o altri corsi di studio specialistici" osserva Giovanni Gaglio, preside del liceo linguistico e delle scienze umane Gaetana Agnesi.