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Corriere della sera-I giornali sono come i libri di storia, aiutano a crescere

QUOTIDIANO IN CLASSE / Parlano gli insegnanti: così spiegheremo i tempi attuali ai nostri ragazzi "I giornali sono come i libri di storia, aiutano a crescere" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE F...

12/11/2001
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Corriere della sera

QUOTIDIANO IN CLASSE / Parlano gli insegnanti: così spiegheremo i tempi attuali ai nostri ragazzi

"I giornali sono come i libri di storia, aiutano a crescere"

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FIRENZE - I giornali come mezzo per avvicinare i giovani alla Storia e alle Istituzioni, per conoscere le verità sugli avvenimenti più attuali come la drammatica guerra in Afghanistan, hanno rappresentato il tema del seminario che ieri ha aperto la sessione 2001-2002 dell'iniziativa sul "Quotidiano in classe". Quasi a sorpresa è nato un dibattito sulla funzione dell'informazione in tempo di guerra, tra alcuni dei 500 docenti presenti e uno dei relatori, Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera .
"I media vengono usati come arma in questo conflitto invisibile - ha affermato de Bortoli - ma non possono rinunciare a informare perché la verità non fa mai male a una vera democrazia, anche in tempo di guerra". Erano parole rivolte agli insegnanti considerati come tramite fondamentale per avvicinare gli studenti alla lettura dei giornali e alla giusta interpretazione delle notizie. "Dovremmo essere noi giornalisti a venire più spesso da voi", ha aggiunto de Bortoli ricordando un recente suo incontro "molto animato" con gli studenti del liceo Parini di Milano che "ci ha arricchito tutti".
Gli insegnanti sono concordi nel sostenere l'utilità dell'iniziativa. "Sono certa che la lettura del quotidiano in classe aiuta i ragazzi a riflettere, a creare le opinioni personali e quindi a conoscere se stessi", afferma Simonetta Forcina, docente di Italiano e Storia all'Istituto tecnico commerciale Emanuela Loi di Nettuno. "Per quanto riguarda questa guerra - aggiunge - i ragazzi mi hanno dimostrato di non esserne spaventati, come invece era accaduto ai tempi dei conflitti dell'Iraq e del Kosovo. Leggono attentamente e poi vogliono capire da che parte stiamo noi insegnanti, per potersi confrontare". Marina Di Stefani, dell'Itc Farnese di Roma, racconta che parallelamente alla lettura del quotidiano la sua scuola ha realizzato un giornale periodico scritto dagli studenti. "Mi sono resa conto che sono cresciuti culturalmente - afferma l'insegnante -. Hanno seguito attentamente gli sviluppi della guerra chiedendo inoltre approfondimenti tematici sulle religioni". Attraverso la lettura dei giornali entrano in un contesto per loro completamente nuovo - dice Pietro Luciano, docente all'Itc Manlio Rossi Doria di Marigliano (Napoli) - e abituarli a interessarsi ai fatti della vita è già una grande conquista. Per quanto riguarda la guerra sono stati proprio loro a chiedere più informazioni, confronti e spiegazioni sui livelli di verità espressi dagli articoli. Anche la nostra scuola stampa un periodico ed i giovani lettori hanno apprezzato un articolo sui "poeti e la guerra" che citava Ungaretti, Quasimodo e tanti altri".
"I giornali sono storia - afferma Maria Carmela Velotti, del liceo scientifico Mercalli di Napoli - corrispondono a un libro di testo edito giorno dopo giorno. E per confrontare meglio le notizie, leggiamo più giornali". "Noi diamo molto spazio anche ai quotidiani locali - aggiunge il professor Giuseppe Buonfiglio, collega di Pietro Luciano nell'Itc di Marigliano - attraverso i quali i ragazzi imparano a conoscere il proprio territorio".
Ettore Vittorini