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Coronavirus, scuole chiuse: hacker nel registro elettronico di Axios

È stata la stessa società a denunciarlo sul sito, specificando che si è trattato di attacchi individuati per tempo, che non hanno messo in pericolo i dati degli studenti. Ma i dirigenti stanno correndo ai ripar

10/04/2020
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Corriere della sera

La Polizia postale indaga su un attacco hacker alla piattaforma Axios per la didattica a distanza e la scuola digitale: si tratta di una delle piattaforme più usate per il registro elettronico. Secondo i primi accertamenti, si tratta di un attacco Ddos (Denial of Service) compiuto attraverso più computer `infettati´ che si collegano contemporaneamente allo stesso portale mandandolo in crash. «Da questa notte la nostra struttura è continuamente vessata da attacchi informatici da parte di hacker- scrive la società sul suo sito- Abbiamo bloccato questo attacco grazie al tempestivo intervento dei nostri tecnici e quelli di Aruba Enterprise, purtroppo il servizio nella giornata di oggi potrà subire delle alterazioni e non funzionare regolarmente. I nostri sistemi sono sicuri, ma l’enorme numero di accessi fraudolenti blocca il regolare accesso ai servizi». «Tutte le nostre forze al momento sono in campo per ripristinare al più presto il servizio», assicura Axios.

La sfida dei presidi

Attacchi a lezioni on line sono stati segnalati anche da diversi istituti che si avvalgono di altre piattaforme: una delle prime denunce era arrivata dalla Settembrini di Roma, dove erano state mandate in onda immagini violente e oscene durante una lezione di inglese, immediatamente interrotta dai ragazzi sconvolti. Le scuole corrono ai ripari come possono: ad esempio assegnando all’amministratore della videolezione, ovvero al docente, la funzione di esclusione dei partecipanti per eliminare eventuali estranei che si introducono nella classe virtuale. Molti istituti hanno anche reso obbligatorio l’accesso alle piattaforme solo con l’account dell’istituto escludendo ed inibendo le funzionalità di accesso agli account privati degli studenti. In questo modo sono tracciabili e si possono identificare eventuali incursioni di esterni. La preoccupazione di molti dirigenti scolastici riguarda la tutela della privacy di minorenni ma anche possibili atti di cyber bullismo attraverso filmati o immagini della vita scolastica virtuale carpita in maniera «pirata». Per questo alcuni presidi di licei romani hanno inviato mail agli studenti e ai genitori ricordando esplicitamente «il rispetto della normativa vigente sulla privacy» e mettendo in guardia sul cyber bullismo sottolineando che è «assolutamente vietato estrarre e/o diffondere foto o video registrazioni relative alle persone presenti in videoconferenza e alla lezione on-line».

La privacy

Inoltre nelle comunicazioni i dirigenti di alcune scuole romane ricordano come «la violazione delle norme sulla privacy e su eventuali comportamenti lesivi della dignità dell’immagine di altre persone e atti individuali come cyberbullismo, comportano la responsabilità civile e penale in capo ai trasgressori e a coloro che ne hanno la responsabilità genitoriale». Un chiaro invito e richiamo ai genitori a vigilare su un corretto uso degli strumenti digitali da parte dei figli. La scuola, come tutte le amministrazioni pubbliche, è tenuta in base al regolamento europeo sulla privacy a tutelare i dati degli studenti: e anche nella circolare sulla didattica a distanza, quella del 17 marzo scorso, sono precisati gli obblighi di tutela dei dati raccolti e conservati. Ma le piattaforme digitali sono sempre con accesso da una rete non protetta, e il rischio di intrusione è evidente.