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Coronavirus, il documento dell'Iss: "La scuola deve ripartire, ecco come"

Brusaferro: "L'istruzione è la priorità". Con un caso positivo la scuola non chiude automaticamente: è la Asl a valutare in base alla circolazione del virus in quel momento nella zona dell'istituto

21/08/2020
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la Repubblica

Michele Bocci

È diventato ufficiale il documento con le indicazioni per la gestione dei focolai di coronavirus nelle scuole anticipato da Repubblica. "In una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definitivi per garantire la continuità", spiega il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. "La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese".


Le raccomandazioni illustrano come si deve agire quando si trova un alunno, o un operatore della scuola, con sintomi compatibili con il virus (sono una lunga serie, dalla tosse, all'affanno, dalla diarrea ai dolori muscolari) o con la temperatura superiore a 37,5°. Nell'istituto, bisogna avere una stanza dove isolare l'allievo mentre si aspetta l'arrivo dei genitori. Sono loro a contattare pediatra o medico di famiglia che a sua volta, se lo ritiene necessario, richiede il tampone alla Asl. In caso di positività si valuta l'isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Con un caso, dicono gli esperti, non va automaticamente chiusa la scuola ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell'area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene.


Tutte le scuole dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl. Nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. A ogni bambino verrà misurata la febbre dai genitori la mattina, prima dell'ingresso a scuola.

Il documento è stato messo a punto da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna.


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