FLC CGIL
Iscriviti alla FLC CGIL

http://www.flcgil.it/@3954856
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Coronavirus e scuole chiuse: la proroga in tutta Italia fino al 3 aprile

Coronavirus e scuole chiuse: la proroga in tutta Italia fino al 3 aprile

Firmato il Dpcm, ma nei documenti del Miur già c’erano già riferimenti al 3 aprile per tutta Italia. Ma si valuta se andare oltre. Appello ai prof: didattica a distanza non è dare compiti. Come si valutano gli alunni?

10/03/2020
Decrease text size Increase text size
Corriere della sera

Gianna Fregonara

E’ ufficiale: le scuole di tutta Italia e tutte le Università saranno chiuse, come è stato deciso sabato notte per quelle della zona arancione, almeno fino al 3 aprile. E’ la misura contenuta nel dpcm che il premier Conte ha firmato lunedì sera. In realtà la notizia dell’allungamento circolava da giorni. E infatti nella nota diffusa domenica dal ministero per spiegare le modalità con le quali presidi, insegnanti e personale amministrativo e ausiliario gestiscono l’emergenza si legge la frase seguente, che è riferita a tutte le scuole: « Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione sono sospese tutte le riunioni degli organi collegiali in presenza fino al 3 aprile 2020». Dunque gli insegnanti sono invitati fino a quella data a sviluppare didattica a distanza e a presentarsi a scuola solo per attività legate all’attivazione delle classi digitali. La decisione che è già nei documenti del ministero verrà ufficializzata soltanto nei prossimi giorni, forse mercoledì. Mentre già si sta valutando se non sarà necessario prorogare anche oltre il 3 aprile.

Confusione e poche informazioni

E’ presto per fare ora un bilancio di come procede l’attivazione della didattica a distanza. Sono per ora pessimisti gli studenti della Rete della Conoscenza. Spiega la leader Giulia Biazzo: «Dall’inchiesta emerge un’enorme confusione e carenza di informazioni sullo svolgimento della didattica online: ogni professore la sta svolgendo con mezzi differenti, dalle videochiamate alla semplice assegnazione di compiti, nel 70% si sta facendo solo su alcune materie, mentre il 15% degli studenti non ha ancora iniziato nessun tipo di didattica a distanza. Molti studenti poi non hanno proprio modo di seguire le lezioni - denuncia Biazzo -Non tutti hanno a disposizione PC o Tablet, tantomeno una connessione Wi-Fi adatta; molte famiglie inoltre hanno un unico computer: come fanno a seguire le lezioni più figli contemporaneamente? Magari dividendosi con un genitore a cui è stato prescritto il lavoro da casa».

Non solo compiti

Il ministero è invece stato chiaro su che cosa si intende per didattica a distanza: non è soltanto mandare dei compiti. E anche se ci vorrà un po’ di tempo per organizzarsi è giusto farlo in modo ordinato e coordinato: si legge infatti nella nota inviata domenica sera agli uffici scolastici regionali che «ogni iniziativa che favorisca il più possibile la continuità nell’azione didattica è, di per sé, utile. Si consiglia comunque di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza. Va, peraltro, esercitata una necessaria attività di programmazione, al fine di evitare sovrapposizioni tra l’erogazione a distanza, nella forma delle “classi virtuali”, tra le diverse discipline e d evitare sovrapposizioni».