FLC CGIL
Filo diretto sul contratto

http://www.flcgil.it/@3946013
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Contratto, tocca all'università

Contratto, tocca all'università

Il governo: pronti a firmare per tutti i comparti. Effetti dalla busta paga di marzo.

06/02/2018
Decrease text size Increase text size
ItaliaOggi

Il governo è pronto. Ieri sono giunte le rassicurazioni che i contratti saranno chiusi tutti «presto e bene», diceva il sottosegretario alla Funzione Pubblica, Angelo Rughetti, in risposta al presidio di protesta sotto Palazzo Vidoni di Cgil, Cisl e Uil. Le rassicurazioni riguardano sanità ed enti locali, comparti per i quali vanno reperite, in sinergia con le autonomie, ulteriori risorse rispetto a quelle stanziate dalla legge di stabilità, e il comparto della conoscenza, e dunque scuola, università e ricerca.

L'obiettivo confermato è che per tutti i comparti gli aumenti siano già nella busta paga di marzo. Il che significa chiudere le trattative entro metà febbraio al massimo. Il governo Gentiloni avrà così portato a casa il rinnovo di tutto il pubblico impiego, circa 3 milioni di lavoratori. «Attendiamo che dall'impegno politico si passi alle soluzioni tecniche», ha detto la segretaria della Cgil, Susanna Camusso. «Aspettiamo il governo alla prova dei fatti», è la posizione analoga della leader Cisl, Anna Maria Furlan. «Siamo in dirittura d'arrivo», dice fiducioso Carmelo Barbagallo, segretario della Uil.

Il comparto più sostanzioso delle amministrazioni centrali in attesa del rinnovo, dopo dieci anni di blocco, è quello della conoscenza: le trattative sulla scuola sono state sospese in attesa che anche su università, ricerca e Afam vengano sciolti alcuni nodi che attengono alle specificità dei singoli settori. Il cronoprogramma che si è dato il governo è che si vada, salvo sorprese, alla non-stop entro fine settimana.

Resta decisivo per il tavolo della scuola la destinazione dei 200 milioni del fondo per il bonus del merito. Un fondo per il quale i sindacati hanno già spuntato che nell'atto di indirizzo all'Aran, appositamente integrato dal governo, si aprisse alla possibilità di trattarne le ricadute in termini di salario accessorio. Il punto da cui sindacati e Aran dovranno ripartire nei prossimi giorni è sempre lo stesso. Capire fin dove quel fondo, affidato dalla riforma della Buona scuola nella sua attribuzione alla valutazione del dirigente, potrà essere utilizzato anche per finanziare il salario accessorio contrattualizzato.