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Congresso delle famiglie di Verona, Blangiardo rinuncia

Passo indietro del presidente Istat dopo le critiche: "Ma era una decisione personale". La Cgil: "Indecoroso per l'ente, è un summit politico contro i diritti delle donne e dei gay"

28/03/2019
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la Repubblica

Maria Novella De Luca

Dopo aver suscitato una valanga di polemiche, il presidente dell'Istat, Giancarlo Blangiardo, ha deciso di rinunciare a partecipare al congresso mondiale delle famiglie a Verona: "A fronte del clamore che sta suscitando una sua eventuale presenza, peraltro come studioso, al congresso di Verona, ha rinunciato a partecipare al fine di evitare che una decisione del tutto personale possa essere interpretata come una decisione del presidente dell'Istat", spiega un comunicato stampa.

La presenza del neo presidente dell'Istat, il demografo Giancarlo Blangiardo,(fortemente voluto dalla Lega alla direzione dell'istituto di statistica) al Congresso mondiale delle famiglie che inizierà venerdì prossimo a Verona era annunciata sul programma diffuso ieri dagli organizzatori del summit pro-life  alla tavola rotonda sulla crisi demografica: erano presenti Simone Pillon (padre del discusso disegno di legge sulla riforma dell'affido condiviso), lo psichiatra Alessandro Meluzzi, e Giovanni Serpelloni, ex capo del dipartimento anti droga della presidenza del Consiglio.

Una partecipazione che stupiva, in un contesto conservatore così schierato, soprattutto per il ruolo che oggi Blangiardo ricopre, ossia la delicatissima guida dell'istituto di statistica, che dovrebbe essere, appunto, un luogo neutrale e super partes. All'interno di un convegno dove, esplicitamente, si auspica un ritorno a una "famiglia naturale", dichiaratamente eterosessuale, come antidoto alla crisi demografica dell'Occidente, ma anche la messa al bando della legge sull'aborto, delle unioni gay, delle adozioni per le coppie omosessuali. Una ipotetica "famiglia naturale" immune da separazioni e divorzi, di cui a dire il vero non c'è più traccia nemmeno nelle statistiche Istat.

Immediata la reazione della Cgil dell'Istat, che aveva pubblicato su Facebook una nota di protesta: "Questa mattina abbiamo letto in rete che nel programma del contestatissimo “Congresso delle famiglie” di Verona è previsto l’intervento, fra gli altri di “Giancarlo Blangiardo”, indicato come “professore di demografia”. Riteniamo che la partecipazione di Blangiardo, che da oltre un mese è il presidente dell’Istat, a un evento così connotato politicamente, metterebbe decisamente a rischio la reputazione del nostro Ente. I lavoratori e le lavoratrici dell’Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali conquistati dai movimenti delle donne e delle comunità Lgbt. (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

"Blangiardo si renda conto che, per il ruolo che ora riveste, non può più partecipare a manifestazioni politiche esplicitamente di destra come quella di Verona, che nulla hanno di “accademico” o “scientifico” - continua la nota della Cgil -  La FLC CGIL chiede a nome dei lavoratori che rappresenta al presidente Blangiardo di smentire quello che si legge in rete e di rinunciare a presenziare al congresso di Verona, declinando ufficialmente l’invito".

Immediata anche la reazione di Monica Cirinnà del Pd: "La partecipazione del Presidente dell’Istat al Congresso di Verona è gravissima e vergognosa. Il rappresentante di una istituzione così fondamentale per la vita della Repubblica ha il dovere di mantenersi imparziale, per garantire il prestigio dell’Istat stesso. Blangiardo non è nuovo, purtroppo, a prese di posizione di questo genere: avevamo avvisato che la sua nomina era gravemente inopportuna. A lui ricordo che la crisi demografica non si affronta promuovendo un solo tipo di famiglia, nè tantomeno relegando le donne nella dimensione privata e familiare come vorrebbero gli organizzatori del congresso. Le famiglie non si sostengono favorendo l’egemonia culturale di un modello retrogrado e ideologico di relazioni familiari: la natalità cresce quando nelle famiglie, tutte, è garantita la pari opportunità fra donne e uomini, quando c’è parità di accesso ai congedi, quando vi sono reali politiche di sostegno all’infanzia e alla conciliazione tra lavoro e vita familiare, soprattutto per le donne"

"Il neo presidente dell'Istat, Blangiardo, non partecipi al congresso delle famiglie a Verona", chiedeva Federico Fornaro di Leu. "La prima uscita pubblica del presidente dell'Istituto nazionale di statistica non può e non deve essere connotata politicamente in questo modo. Blangiardo sia rispettoso del suo ruolo istituzionale di presidente dell'Istat e eviti quindi di gettare ombre sull'imparzialità dell'ente".

"Come volevasi dimostrare: oggi abbiamo avuto la conferma che il Governo ha scelto un presidente di Istat non adeguato all'imparzialità che quel ruolo richiede”, commentava Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali della Camera: "E' un segno evidente che non è in grado di garantire l’equidistanza richiesta dalla sua carica. Essere presente a Verona addirittura come relatore lo rende incompatibile con la presidenza dell’Istat. Questa nuova gaffe, tra l’altro, segue l’ammissione di aver mentito sul suo curriculum".

"Blangiardo balzò agli onori della cronaca quando propose di calcolare l’aspettativa di vita a partire dal concepimento, equiparando di fatto le interruzioni di gravidanza alla mortalità infantile. Non stupisce, dunque la sua affinità con il congresso mondiale delle famiglie. Una presenza quasi scontata se non fosse che oggi Blangiardo ricopre un incarico delicatissimo come presidente dell'Istat e per questo non dovrebbe sedere al tavolo con Giovanni Serpelloni e Simone Pillon a parlare di famiglia naturale", diceva Antonella Soldo di Radicali Italiani.