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Concorso scuola, crocette per le risposte in inglese

In ballo 63.712 posti di docenti dall’asilo alle superiori, 6.101 sono per il sostegno. Corsa contro il tempo: in classe a settembre. Ma il bando ancora non c’è

19/02/2016
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Corriere della sera

Claudia Voltattorni

ROMA

Claudia Voltattorni

ROMA Alla fine le domande in inglese (o altra lingua comunitaria) saranno due, come voleva la ministra Stefania Giannini. Ma i duecentomila aspiranti maestri e professori potranno rispondere con delle semplici crocette e il risultato in lingua avrà un punteggio inferiore rispetto a quello degli altri quesiti in italiano (che saranno 6). Così sembra che il ministero dell’Istruzione abbia trovato un compromesso alla vicenda sollevata dal Corriere dei quesiti in inglese (o tedesco, o francese, o spagnolo) per il concorsone che dal prossimo settembre porterà nelle scuole d’Italia 63.712 nuovi docenti. Quindi, se i futuri prof non saranno molto bravi a spiegare Cicerone in inglese, la valutazione finale non ne terrà molto conto. Corsa contro il tempo

Attesi all’inizio di dicembre, i tre (per ordine di scuola e sostegno) bandi del concorso dovrebbero essere resi pubblici oggi dal Miur: 63.712 posti di cui 6.101 per il sostegno. Si cercano 6.933 maestre d’asilo, 17.299 maestre elementari, 15.641 prof delle medie, 17.232 prof delle superiori e 506 docenti di italiano come lingua straniera, oltre ai 6.101 insegnanti di sostegno. Dal 29 febbraio gli aspiranti prof potranno fare la domanda di iscrizione online. Prova scritta con 8 quesiti. Prova orale con lezione simulata. Ancora in alto mare però le date delle prove, anche se la ministra Giannini una settimana fa aveva parlato di marzo-aprile per lo scritto, «poi in luglio ci sarà l’orale».

Manca la pubblicazione dei bandi

Appena lunedì scorso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto che riordina le classi di concorso, riforma propedeutica al concorsone, ma ancora non c’è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che ritarda la pubblicazione degli altri bandi. È una corsa contro il tempo. Previsti 200mila candidati da spalmare in tutta Italia. Ci sono delle commissioni da formare e delle scuole da allestire.

A caccia di aule

Con due circolari, il Miur da giorni sollecita gli istituti a mettere a disposizione aule informatiche e laboratori per la prova scritta. Mancano all’appello, secondo l’Anief, 10mila aule: «Al ministero non hanno a oggi ancora cognizione di quali sedi ospiteranno le prove d’esame, nemmeno si trattasse di verifiche d’alta ingegneria informatica, dal momento che per questo concorso serviranno solo dei pc con all’interno un comune word processor». I sindacati già prevedono un autunno di caos con oltre 63mila docenti da immettere nelle classi a tempo di record. La Giannini risponde: «L’obiettivo completare tutto per settembre: sarà un’altra estate di lavoro intenso».

Attesi all’inizio di dicembre, i tre (per ordine di scuola e sostegno) bandi del concorso dovrebbero essere resi pubblici oggi dal Miur: 63.712 posti di cui 6.101 per il sostegno. Si cercano 6.933 maestre d’asilo, 17.299 maestre elementari, 15.641 prof delle medie, 17.232 prof delle superiori e 506 docenti di italiano come lingua straniera, oltre ai 6.101 insegnanti di sostegno. Dal 29 febbraio gli aspiranti prof potranno fare la domanda di iscrizione online. Prova scritta con 8 quesiti. Prova orale con lezione simulata. Ancora in alto mare però le date delle prove, anche se la ministra Giannini una settimana fa aveva parlato di marzo-aprile per lo scritto, «poi in luglio ci sarà l’orale».

Manca la pubblicazione dei bandi

Appena lunedì scorso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto che riordina le classi di concorso, riforma propedeutica al concorsone, ma ancora non c’è stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che ritarda la pubblicazione degli altri bandi. È una corsa contro il tempo. Previsti 200mila candidati da spalmare in tutta Italia. Ci sono delle commissioni da formare e delle scuole da allestire.

A caccia di aule

Con due circolari, il Miur da giorni sollecita gli istituti a mettere a disposizione aule informatiche e laboratori per la prova scritta. Mancano all’appello, secondo l’Anief, 10mila aule: «Al ministero non hanno a oggi ancora cognizione di quali sedi ospiteranno le prove d’esame, nemmeno si trattasse di verifiche d’alta ingegneria informatica, dal momento che per questo concorso serviranno solo dei pc con all’interno un comune word processor». I sindacati già prevedono un autunno di caos con oltre 63mila docenti da immettere nelle classi a tempo di record. La Giannini risponde: «L’obiettivo completare tutto per settembre: sarà un’altra estate di lavoro intenso».


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