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Concorso DSGA: mina vagante del superamento della preselezione con punteggi diversi

Mancano ormai meno di 80 giorni alle prove preselettive del concorso per Dsga. 

25/03/2019
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Tuttoscuola

Mancano ormai meno di 80 giorni alle prove preselettive del concorso per Dsga. 

Al di là della preparazione, c’è un problema procedurale, non da poco, che potrebbe complicare la regolarità del percorso iniziale del concorso per DSGA. È un problema che riguarda la modalità valutativa per l’individuazione dei candidati che in ciascuna regione saranno ammessi allo scritto, grazie al superamento della prova preselettiva in programma nei giorni 11, 12 e 13 giugno prossimi.

Cerchiamo di capire meglio, confrontando anche i bandi del concorso DSGA e del concorso DS che prevedono procedure simili per il superamento della prova preselettiva.

Per entrambi i concorsi è prevista la predisposizione da parte del Miur dei quesiti della prova e la valutazione conseguita da ogni singolo candidato, ma gli effetti delle risultanze ai fini dell’ammissione alla prova scritta sono diversi.

Infatti nel concorso DS il bando prevedeva che “sulla base delle risultanze della prova preselettiva sono ammessi a sostenere la prova scritta n. 8700 candidati” (art. 6, comma 8). Come è avvenuto nel luglio scorso, dalla prova preselettiva è uscita una graduatoria nazionale unica con gli ammessi alla successiva prova scritta, in base al miglior punteggio conseguito per i primi 8700.  

Per la prova preselettiva del concorso DSGA, invece, il bando prevede che “sono ammessi a sostenere le prove scritte un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso per ciascuna regione” (art. 12, comma 6). Dunque, non un’unica graduatoria di merito, bensì tante graduatorie quante sono le regioni, e un numero di ammessi allo scritto diverso da regione a regione secondo il numero regionale dei posti a concorso.

Un esempio, per capire. Sardegna e Umbria hanno ciascuna 45 posti a concorso. Nell’una e nell’altra regione i primi 135 candidati con maggior punteggio accederanno agli scritti, ma l’ultimo ammesso nell’una e l’ultimo nell’altra regione sicuramente non avranno un punteggio uguale; quindi capiterà che il primo degli esclusi in una delle due regioni conseguirà un punteggio che nell’altra gli avrebbe consentito di collocarsi in posizione utile.

Succederà certamente che nella prova preselettiva, unica e uguale per tutti i candidati, a parità di merito (cioè con punteggio uguale) si potrà essere ammessi in una regione ed esclusi in un’altra.

Il contenzioso è dietro l’angolo, con tutte le conseguenze sui tempi e sul prosieguo regolare del concorso. A meno che il Miur non intervenga per tempo con una interpretazione autentica, benedetta eventualmente dal Consiglio di Stato.