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Azzolina: «Tesi copiata? Solo sciocchezze» Ma la Lega: si dimetta. Imbarazzo 5Stelle

La ministra Azzolina, dunque, respinge al mittente le accuse senza, tuttavia, entrare nel merito. Non spiegando, cioè, se e perché abbia utilizzato quei paragrafi senza alcuna citazione bibliografica

13/01/2020
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Il Messaggero

Due giorni appena per godersi il giuramento al Quirinale. E per la neo ministra della Scuola, Lucia Azzolina, è già tempo di difendersi da un'accusa molto precisa: plagio. In un artico su Repubblica, infatti, è stata sollevata la questione dell'originalità della tesina presentata al termine della Scuola di specializzazione (Ssis) che abilita all'insegnamento alle secondarie superiori. Un elaborato di 41 pagine, intitolate Un caso di ritardo lieve associato a disturbi depressivi, che, appunto, è risultata contenere ampi stralci copiati da fonti non citate, neanche nella bibliografia. 
In particolare, si fa riferimento ad almeno quattro estratti, che vengono paragonati con gli originali, sottolineandone la coincidenza. Insomma, interi paragrafi presi pari pari da manuali specialistici fatti passare per propri.
Da Salvini in giù, la Lega mette subito la ministra grillina al centro del suo mirino, con il conseguente invito a dimettersi. «Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si schiera contro i precari, ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea», incalza il segretario del Carroccio. «Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni. Roba da matti. Si vergogni e vada a casa». 
LE POSIZIONILa bordata raggiunge la neo responsabile della Scuola mentre si trova ad Auschwitz per accompagnare gli studenti durante il Viaggio della Memoria. «Non fatevi prendere in giro: non è né una tesi di laurea né un plagio né null'altro. Ho sentito tantissime sciocchezze in queste ore». La ministra Azzolina, dunque, respinge al mittente le accuse senza, tuttavia, entrare nel merito. Non spiegando, cioè, se e perché abbia utilizzato quei paragrafi senza alcuna citazione bibliografica. E prova a tirarsi fuori dall'angolo a sua volta irridendo il grado di istruzione del segretario del Carroccio. «Non mi stupisce mica che Salvini non sappia distinguere tra una tesi di laurea e una tesi di fine relazione di tirocinio Ssis: non ha mai studiato in vita sua e sarebbe strano se le distinguesse».
Ma il problema non è certo il tipo di testo sotto accusa. Non lo è nemmeno per i vertici del M5s che, infatti, fanno trapelare un certo imbarazzo. Anche perché, la vicenda che sta toccando la ministra Azzolina richiama alla memoria il caso che coinvolse nel 2017 Marianna Madia, allora ministro per la Pubblica Amministrazione, accusata di aver copiato la tesi di dottorato. Successivamente una commissione di saggi, incaricata dalla scuola Imt Alti Studi di Lucca, fece le dovute verifiche e validò il grado di originalità della tesi chiudendo definitivamente il caso. Nel frattempo, però, a parlare di scandalo e a chiederne le dimissioni, fu proprio un esponente pentastellato, l'allora deputato Danilo Toninelli. 
IL SILENZIODi certo, ieri, nessuno dei colleghi di partito si è esposto in difesa della neo ministra. Una circostanza che non è passata inosservata al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. «Perché è calato il silenzio nel partito che ha sempre gridato allo scandalo e additato, Azzolina in primis, come mostri gli avversari politici nel nome della trasparenza e dell'onestà?». A parlare sono, invece, i leghisti di ogni ordine e grado. Come, per esempio, il senatore Alberto Bagnai. «Ora facciamo come la Germania, dove Guttenberg, nel 2011, si dimise».
Barbara Acquaviti