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Azzolina e Manfredi ministri in stand by, oggi la protesta contro i fondi irrisori

Mobilitazione in tutta Italia di Flc Cgil, Adi e Link: «Le risorse nella legge di bilancio sono una presa in giro»

09/01/2020
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il manifesto

Roberto Ciccarelli

Mentre i neo-ministri designati a scuola e università, Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, attendono ancora di giurare e entrare in carica, oggi il sindacato Flc Cgil, i dottorandi dell’Adi e gli studenti universitari di Link protesteranno negli atenei di tutta Italia con assemblee e flash mob contro «il crollo dell’investimento pubblico» nell’università. «La manciata di milioni stanziati con questa legge di bilancio suona come l’ennesima presa in giro» sostengono. Sarebbero due miliardi complessivi i fondi stanziati dal governo, in gran parte destinati alla scuola. Una cifra ritenuta inadeguata da Lorenzo Fioramonti che ha rassegnato le dimissioni da ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca a Natale. Un atto che ha portato all’enigmatica separazione dei ministeri giustificata dal presidente del Consiglio Conte come più funzionale rispetto all’assetto scelto alla nascita dell’attuale esecutivo nel settembre scorso. «Lo sdoppiamento del ministero – sostiene la Flc Cgil nazionale – di per sé non significa nulla rispetto ai problemi da affrontare, mentre sempre più urgente è un rifinanziamento strutturale delle università, un piano di reclutamento ordinato e ciclico che assorba il precariato storico, investimenti per un diritto allo studio universale per studentesse e studenti». La mobilitazione si terrà, tra l’altro, a Bari alle 12 nell’atrio dell’ateneo per un flash mob (in via Nicolai), a Bologna alle 11 presso l’aula Bertoluzza (in via Belmeloro 8/2), a Firenze alle 9 davanti alla sede del rettorato (in piazza San Marco), a Milano alle 15 in piazza dell’Ateneo Nuovo 1, a Roma alle 13.30 in piazzale Aldo Moro.

Sul fronte della scuola i sindacati Flc Cgil, Cisl e Uil scuola rua, Snals e Gilda hanno espresso «forte preoccupazione» sulla procedura e sui tempi del passaggio di testimone alla guida del Ministero dell’Istruzione. In questi giorni l’interim è stato preso da Conte in persona al quale è stato chiesto un incontro per sbloccare il percorso dei bandi del concorso ordinario e di quello straordinario per 50 mila persone. Il ritardo rischia di far slittare la stabilizzazione dei precari e far partire il prossimo anno scolastico con un numero di cattedre scoperte ancora più alto. Ci sono oltre 250 mila supplenti annuali che, dal prossimo settembre si aggiungeranno ai 40 mila precari che oggi sostituiscono i docenti per brevi periodi. «Quota 100», inoltre, porterà in 10 anni all’uscita del 50% del corpo insegnanti. Resta sospeso il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il quale sono richieste risorse cospicue ancora da individuare. In previsione della prossima legge di bilancio che si annuncia altrettanto problematica della precedente (sempre a causa delle clausole Iva da sterilizzare), chiudere il cerchio sarà arduo.

Per aumentare il numero dei ministeri da 13 a 14 non basterà un decreto del presidente del consiglio, ma occorrerà un apposito decreto legge. Il testo arriverà oggi in consiglio dei ministri. La prossima settimana dovrebbero arrivare la nomina e il giuramento di Azzolina e Manfredi. Nel mezzo il decreto legge dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, solamente a quel punto, i nominati potranno essere convocati al Quirinale per il giuramento.


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