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Avvio di anno, la carta del Pd

Giro di incontri dei sindacati con le forze di maggioranza. Tutte le richieste e un decreto legge

21/07/2020
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ItaliaOggi

Alessandra Ricciardi

Così come siamo messi, il 14 settembre la maggior parte delle scuole non riaprirà. Lo vanno dicendo da settimane i sindacati, lo hanno detto venerdì scorso durante una conferenza per la quale sono stati tacciati di essere su posizioni analoghe a quelle della Lega. Lo hanno ripetuto ieri nell'incontro con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nell'ambito di un giro di incontri con i partiti di maggioranza, l'ultima carta messa sul tavolo da tutto l'arco sindacale per tentare di far cambiare passo e sostanza alla politica della ministra Lucia Azzolina. «Il 14 settembre potrebbe essere l'11 settembre della scuola italiana», profetizza Maddalena Gissi, segretario della Cisl scuola, sindacato storicamente moderato. Oggi toccherà a Leu, con Federico Fornaro e Nicola Fratoianni. E si attendono le date papabili per l'incontro con M5s e Italia Viva, che ieri per bocca del suo segretario Matteo Renzi diceva: «Siamo pronti alle barricate se le scuole non riaprono il 14 di settembre».

Intanto ieri la prima risposta del Pd è arrivata. «Riaprire la scuola, tutta e in piena sicurezza, diventi la priorità assoluta di tutto il governo da affrontare subito», ha detto Zingaretti, che ha rivolto un appello all'esecutivo, «partendo dalla convinzione che non è possibile riaprire la scuola a settembre senza coinvolgere tutti i soggetti e i protagonisti a partire dagli insegnanti, dai dirigenti scolastici fino agli impiegati amministrativi e agli studenti». Quanto un appello del socio di maggioranza di governo (almeno nei sondaggi) possa condizionare le scelte di Conte lo si vedrà nelle prossime ore. Quello che è certo è che lo stesso Pd è molto cauto nel forzare la mano al presidente del consiglio, visti i delicati equilibri parlamentari con il Movimento5stelle. In particolare al senato, da dove la capogruppo pentastellata in commissione Istruzione, Bianca Laura Granato, ha attaccato frontalmente le sigle sindacali: «Sanno fare solo polemica. Quello che non va giù ai sindacati in realtà è che le assunzioni passino da regolari concorsi e non da una trattativa al ribasso gestita da loro con il ricatto».

La mediazione è affidata ora al Pd. «Chiediamo che già questa settimana il governo apra un confronto indispensabile con questi mondi sui protocolli di sicurezza, da condividere con la comunità scientifica e con il ministero della salute», ha precisato in una nota Zingaretti, «e sulla certezza per le risorse messe a disposizione, con i relativi stanziamenti, da parte del ministero dell'economia e dell'Istruzione». Prima dell'incontro con il segretario dem, Francesco Sinopoli, numero uno della Flc-Cgil, diceva: «Non possiamo dare la responsabilità della politica sulla scuola alla Ragioneria generale dello stato. Ci hanno detto che c'era un miliardo in più, ma non sappiamo quando arriva. Dal primo settembre i docenti dovrebbero essere a scuola per i corsi di recupero e invece non sappiamo chi sarà dove: ci saranno oltre 200mila supplenti da trovare, per non parlare degli Ata, e classi da sdoppiare perché in sovrannumero per le quali non ci sono i docenti aggiuntivi». Non solo risorse certe e celeri, chiedono i sindacati, ma anche un organico aggiuntivo per l'anno 2020/2021 per garantire la didattica per tutti in presenza da settembre. E un decreto legge che metta a regime tutte le novità di cui c'è bisogno, con indicazioni chiare per evitare di navigare a vista. «I dirigenti e gli uffici amministrativi sono stati lasciati a navigare in un mare di incertezze, con lavori da fare in piena estate e classi che non si sa come saranno composte», incalza il segretario della Uil scuola Pino Turi, «servivano soluzioni semplici, come la proroga dei precedenti supplenti. E invece si è deciso di fare addirittura graduatorie nuove per le quali prevediamo un milione di domande. Follia».