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Autonomia, alle scuole di Lombardia e Veneto il 15 per cento di fondi in più

In base al disegno di legge sull’autonomia differenziata le risorse trasferite dallo Stato alle Regioni dovranno essere pari «al valore medio nazionale pro capite» della spesa per studente. Ma poiché oggi Lombardia e Veneto spendono molto meno delle Isole e del Sud, a regime otterrebbero circa il 15 per cento di fondi in più

16/02/2019
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Corriere della sera

Il diavolo è nei dettagli. Nelle bozze di intesa Stato-regioni per la cosiddetta autonomia differenziata apparentemente la regionalizzazione della scuola in Veneto e Lombardia (che insieme all’Emilia Romagna rappresentano il 40 per cento del Pil nazionale) non peserà sulle casse dello Stato perché i soldi che verranno trasferiti dall’amministrazione centrale alle regioni saranno esattamente gli stessi che venivano usati finora per finanziare la scuola. Passata questa prima fase transitoria in cui le quote Irpef o Iva trattenute dalle regioni vengono calcolate in base alla spesa storica, si dovrebbe passare a un regime di «fabbisogni e costi standard», ma per farlo bisognerebbe essere in grado di calcolare, a monte, il costo esatto di ciascuna prestazione.

Perché uno studente sardo costa una volta e mezzo un lombardo

Peccato che, benché se ne parli almeno da vent’anni, nessuno sappia come farlo. E infatti, realisticamente, il disegno di legge sull’autonomia fissa una clausola di salvaguardia: se dopo tre anni ancora non saranno stati calcolati i costi standard si procederà ad allocare risorse in misura almeno pari al «valore medio nazionale pro capite». Ecco il dettaglio che fa la differenza. Sì perché attualmente, secondo i dati della Ragioneria pubblicati dal Sole24ore, lo Stato spende mediamente 537 euro a studente, ma gli studenti lombardi e veneti constano molto meno di quelli del Sud e delle Isole: rispettivamente 463 euro e 483 euro contro il record della Sardegna (788 euro), seguita da Calabria (710 euro), Basilicata (702 euro) e Campania (671 euro). Da dove derivano queste differenze? Banalmente dal fatto che al Sud ci sono meno alunni e più prof e viceversa al Nord. Ne risulta che in base all’autonomia la Lombardia avrebbe diritto a 74 euro più in più a studente e il Veneto a 54 euro in più.