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Atenei, cambia l'abilitazione. Piano per 6mila ricercatori

Università. E ministro Giannini lavora a un decreto con le norme più urgenti

11/07/2014
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Il Sole 24 Ore

 Marzio Bartoloni

Potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già la prossima settimana: è il decreto con un pacchetto di norme sull'università e la ricerca a cui sta lavorando il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, e che dovrebbe contenere due piatti forti. Innanzitutto l'attesa riforma dell'abilitazione scientifica nazionale, la porta di accesso alla docenza universitaria, che sarà semplificata e partirà il 1 gennaio 2015 con una procedura a "sportello" con la possibilità per i candidati di presentare le domande due volte l'anno. Una volta superata l'abilitazione nazionale non ci saranno concorsi locali, ma le università potranno decidere liberamente chi chiamare, a patto però che il candidato scelto si dimostri di qualità (per pubblicazioni e produttività) altrimenti, questo il meccanismo allo studio, all'ateneo dopo un controllo ex post verranno sottratti i soldi stanziati per assumere quel docente che nei fatti si è dimostrato non meritevole. La misura dovrebbe in qualche modo tagliare le unghie ai baroni semplificando le procedure che finora hanno prodotto lungaggini e tanti ricorsi. Il secondo ingrediente di peso del decreto dovrebbe essere poi un piano straordinario per l'assunzione di 6mila ricercatori nelle università e anche negli enti di ricerca che dopo anni di blocco del turn over hanno fame di nuove leve. I meccanismi di selezione dovrebbero seguire le procedure delle chiamate dirette oggi utilizzato per il reclutamento di giovani ricercatori con il programma «Rita Levi Montalcinì». Ma nel menù delle misure allo studio del ministero non c'è solo l'università. Da alcune settimane è infatti aperto anche un cantiere che riguarda il pianeta della ricerca pubblica. E in particolare il riordino degli enti di ricerca che aprirà la strada al loro accorpamento che era stato evocato dal premier Renzi già nella riforma contenuta inun Ddl previsto insieme alle misure per la scuola. Oltre agli accorpamenti dei 12 enti vigilati dal Miur dal Consiglio nazionale delle ricerche all'Agenzia spaziale fino all'Infn che saranno effettuati per aree di attività simili ci sarà anche una misura per introdurre un'agenzia supersnella che si occuperà di gestire e destinare i finanziamenti agli enti. Tra le norme allo studio anche una serie di semplificazioni e la revisione dello status giuridico dei ricercatori che ora sono assimilati agli altri dipendenti pubblici. Un punto questo che sta molto a cuore alla Gianníni per semplificare la vita a chi fa ricerca nel nostro Paese. Tornando al pacchetto di misure sull'università, l'idea di fondo è innanzitutto quella di semplificare le procedure per raggiungere la cattedra. Le regole previste dalla riforma Gelmini (la 240/2010) che ha introdotto l'abilitazione nazionale hanno incontrato più di un ostacolo. Dal zorz è stata conclusa una sola tornata a cui hanno partecipato oltre 5omila aspiranti docenti (la seconda che riguarda altri 16mila candidati è stata prorogata fino a settembre). Procedure, queste, costellate da lungaggini, rinvii, regole complicate e soprattutto oltre un migliaio di ricorsi. Da qui l'idea di semplificare introducendo un'abilitazione a sportello con le commissioni che giudicano i curricula in seduta "permanente", aprendo due volte l'anno la presentazione delle domande da parte dei candidati. E con la revisione dei parametri di valutazione (ad esempio eliminando le contestate mediane per i settori bibliometrici) e la composizione delle commissioni. Nel pacchetto di misure ci saranno anche altre semplificazioni per la vita degli atenei: a cominciare dalla procedure di accreditamento dei corsi. E poi si dovrebbe trovare una soluzione al nodo dei cosiddetti "punti organico" che definiscono gli spazi di manovra degli atenei per le assunzioni. E che proveranno a premiare chi ha performance migliori e conti a posto senza però penalizzare troppo gli atenei più svantaggiati, a cominciare da quelli del Sud.


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