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"Anche noi siamo ricercatori Ma solo coltivando il dubbio si fanno progressi"

Intervista CArlo Triarico

13/11/2018
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la Repubblica

La biodinamica è antiscientifica?

«Sono stato ricercatore in storia della scienza e da giovane ho vinto il premio Ruberti sui metodi della ricerca scientifica. Poi ho creato una scuola per l’alta formazione in agricoltura. Se ho accettato di diventare il presidente dell’Associazione biodinamica è perché credo che questi due percorsi si fondano», risponde Carlo Triarico.

Eppure venite contestati nel mondo accademico.

«C’è anche una lettera con 56 firme di docenti e ricercatori che ci difende. In ogni caso, l’approccio scientifico è l’opposto della guerra di religione: è basato non sull’affermazione di una fede e sulla scomunica di chi non si adegua, ma sul presupposto del dubbio che spinge a continui progressi».

Dunque la biodinamica si fonda sul metodo scientifico?

«Sulla biodinamica sono stati censiti 147 lavori scientifici sottoposti all’approvazione di altri accademici, pubblicati in buona parte su riviste come Nature e

Science. Da questi studi esce un quadro molto incoraggiante. Vuol dire che va bene così? No, sono ancora troppo pochi e per questo vogliamo moltiplicarli per dieci».

Le pratiche biodinamiche sono compatibili con la scienza?

«La scienza prende le mosse dall’esperienza, la indaga e la sottopone a un rigoroso metodo di verifica. Noi non chiediamo altro.

Che il metodo funzioni non lo dicono solo gli addetti ai lavori. Lo dice il mercato, con numeri che mostrano un successo travolgente in settori, come il vino, legati alla forza del territorio. E lo dice una serie di ricercatori».

Ad esempio?

« Cesare Pacini, docente di Ecologia agraria a Firenze, esaminando le pubblicazioni scientifiche ha concluso che la biodinamica favorisce la biodiversità, migliora la fertilità del terreno e la qualità dei prodotti agroalimentari. Anche secondo la Cambridge University i preparati biodinamici hanno un impatto positivo in termini di consumi energetici e di contrasto all’inaridimento dei terreni».

C’è chi ha definito una stranezza la decisione del Politecnico di Milano di ospitare il vostro convegno.

«Allora sono una stranezza l’attenzione che la Fao dedica al tema; gli studi di Alessandro Piccolo, docente di Chimica agraria a Napoli, che ha definito i preparati biodinamici compatibili con gli effetti dichiarati; la partecipazione al convegno del presidente del Comitato scientifico di Expo Claudia Sorlini e del responsabile del programma di ricerca sulla biodinamica del Cnr francese Stéphane Bellon».