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«Ai prof 100 euro in più al mese E niente cartellino per i presidi»

Il ministro dell’Istruzione Fioramonti: così spenderò i 2 miliardi chiesti per la scuola

16/09/2019
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Corriere della sera

Gianna Fregonara

Il ministro dell’Istruzione Fioramonti: così spenderò i 2 miliardi chiesti per la scuola

Ministro Lorenzo Fioramonti, lei ha chiesto tre miliardi per l’Istruzione nella legge di Bilancio, minacciando subito le dimissioni. Che cosa ci vuol fare?

«Ora c’è un’opportunità storica perché il governo ritiene che la scuola e l’università siano il nucleo dello sviluppo economico del nostro Paese. Con il miliardo per l’Università penso a più concorsi per ricercatori e a più finanziamenti per i Prin, i piani per la ricerca di base».

E i due miliardi per la scuola sono tutti per l’aumento ai docenti?

«Vorrei nella prossima legge di bilancio provare a mettere ordine alle emergenze. È necessario dare un riconoscimento agli insegnanti. Penso ad un aumento mensile a tre cifre, cento euro. Con questo investiremmo più della metà dei due miliardi. Il resto sarà per investimenti: da subito istituirò un ufficio al Miur per accompagnare le scuole e gli enti locali nel percorso per la ristrutturazione degli edifici scolastici».

I precari sono più di centomila. Ci sono materie come la matematica per le quali è difficile, soprattutto nel Nord, trovare candidati ai concorsi, perché la concorrenza con altre professioni è molto forte.

«Sogno un Paese in cui si ambisca a fare l’insegnante perché la società ne riconosce l’importanza e la centralità».

Come si potrebbe fare?

«Vorrei cambiare i meccanismi dei concorsi che sono troppo farraginosi e complessi. Poi serve per gli insegnanti un sistema di formazione continua che li aiuti a stare al passo con l’evoluzione della società e della didattica. La scuola deve recuperare le esperienze internazionali migliori a partire da quella finlandese, poi il modello Montessori, don Milani, l’esperienza di Reggio children: una scuola in cui i ragazzi vadano volentieri perché imparano divertendosi. Questo è importante per le materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica ndr)».

Ocse e Invalsi certificano che invece non le imparano.

«C’è la necessità di modernizzare e rendere attrattiva la matematica con lavoro di squadra, i laboratori. Anche contro la dispersione, credo che avere professori in grado di usare didattiche innovative aiuterebbe. Voglio incoraggiare gli insegnanti che vogliono a fare di più».

Con stipendi differenziati, altri aumenti?

«La dedizione di un insegnante non si misura con le ore di lavoro. La scuola non è un ufficio postale e funziona grazie al lavoro anche volontario che fanno molti insegnanti per passione e perché sanno che la loro è una missione sociale. Non credo che un aumento di stipendio come premio funzioni».

Lei dice?

Donatori di sangue

No agli aumenti di merito per i docenti, sarebbe come pagare i donatori di sangue

«È dimostrato da studi economici. Per esempio per i donatori di sangue: molti lo fanno perché ritengono che sia una funzione sociale. Quando si paga chi dona il sangue, diminuisce il numero dei donatori. Per questo penso a riconoscimenti, premi, apprezzamenti da parte dei genitori, della comunità che riconosca il loro fondamentale ruolo. Lo stesso vale per i presidi: no ad atteggiamenti punitivi. Il governo precedente voleva che timbrassero il cartellino, noi aboliremo questa norma».

Farà partire i bandi dei concorsi promessi da Bussetti la scorsa primavera?

«Spero entro fine 2019».

Avremo i nuovi prof nel settembre 2021?

«Spero prima. Martedì incontrerò i sindacati: bisogna mettere mano al decreto “salva-precari”. I 55 mila posti dei concorsi saranno divisi a metà tra precari e neo laureati».

Quello straordinario per i precari sarà una sanatoria?

«Inserirò elementi di selettività, così come per i Pas (percorsi abilitanti speciali ndr). L’anzianità sarà valutata molto, ma ci deve essere una selettività appropriata».

Anche lei cambierà la maturità? Il test Invalsi resta?

«Il test Invalsi è utile ma non deve essere requisito di ammissione alla maturità. L’anno scorso non era obbligatorio e l’hanno fatto praticamente tutti, credo che se fosse obbligatorio avremmo l’effetto di spaventare insegnanti e studenti».

Le tre buste dell’orale?

«Vediamo».