FLC CGIL
http://www.flcgil.it/@3930339
Home » Rassegna stampa » Nazionale » Abilitazione scientifica: ecco le nuove regole per diventare prof universitari

Abilitazione scientifica: ecco le nuove regole per diventare prof universitari

Approvata in Cdm la riforma dell’accesso al ruolo dei professori universitari. Introdotta la domanda «a sportello»: si può richiedere in ogni momento dell’anno. Giannini: alziamo l’asticella e tiriamo fuori le eccellenze italiane

04/03/2016
Decrease text size Increase text size
Corriere della sera

Approvate. Giovedì mattina, le nuove regole per l’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari hanno ottenuto il via del Consiglio dei ministri. La riforma era appena slittata dal 28 febbraio scorso, data entro la quale era stata fissata la nuova abilitazione. «Si tratta di un provvedimento di misura - ha spiegato la ministra dell’istruzione Stefania Giannini riferendosi al decreto presidenziale approvato in via definitiva -, ma certo, è un modo per accrescere le eccellenze, si certifica la qualità dei valutati, ma anche dei valutatori, perché il nostro sistema universitario cominci a crescere, non tutto corrisponde ai criteri di comparazione internazionale».

ASN, COSA CAMBIA - GUARDA

Le nuove regole

Il nuovo sistema, i cui parametri dettagliati saranno indicati in due decreti ministeriali in arrivo nelle prossime settimane, prevede la procedura «a sportello», cioè la possibilità di presentare la domanda di abilitazione durante tutto l’anno e non più, come accadeva in precedenza, solo in determinati periodi fissati dal Miur. Il sistema di accertamento della qualificazione scientifica è necessario per accedere alla prima e alla seconda fascia della docenza universitaria. La durata dell’abilitazione passa da 4 a sei anni. La valutazione della candidatura scende da 5 a 4 mesi, di cui 3 per i lavori della commissione e 1 per la verifica di atti e pubblicazione dei risultati (e comunque, non deve superare i 5 mesi). Novità anche per quanto riguarda le commissioni, come spiega la Giannini: «Saranno introdotti criteri di qualità certificata con trasparenza non solo dei valutati ma anche dei valutatori e le commissioni si alterneranno come la norma prevede, con cadenza biennale: il sistema si è sbloccato, si va avanti».