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Colombe

di Giovanni De Mauro

26/03/2016
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Internazionale

"Siamo in guerra”, ha detto il premier francese, Manuel Valls. “Non è il momento delle colombe”, ha aggiunto il presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi. In realtà sono anni che l’Europa è in guerra, in Afghanistan, in Iraq, in Libia, e forse è anche per questo che siamo arrivati qui. Naturalmente il primo pensiero deve andare alle vittime, ai loro familiari, ai loro amici. Non c’è nulla al mondo – nessuna scelta politica, nessuna religione – che possa giustificare un attentato.

Il giorno dopo, però, non è possibile non interrogarsi sul fallimento delle eccezionali misure di sicurezza imposte poco alla volta in Europa negli ultimi mesi (vale la pena di ricordare che in Francia – un paese guidato da un governo socialista e retto da un presidente socialista – è in vigore da novembre lo stato d’emergenza). E non è possibile non notare che gli attentati di Bruxelles arrivano a pochi giorni dalla cattura, esibita trionfalmente, di Salah Abdeslam, il terrorista “più ricercato d’Europa”, arrestato proprio a Bruxelles dopo una lunga caccia all’uomo.

Il sistema di sicurezza ha fallito, scrive l’Economist, e l’Europa deve ormai accettare l’idea che attentati come quello di Bruxelles si ripeteranno con regolarità. Per evitarlo, bisognerebbe innanzitutto togliere terreno sotto i piedi ai terroristi e alla loro capacità di reclutamento nelle periferie delle metropoli europee, nei ghetti e nelle sacche di povertà: fermare le guerre, in Siria e in Medio Oriente; aprire le frontiere e definire politiche di accoglienza comuni; combattere le disuguaglianze, la disoccupazione, la precarietà, la povertà, il razzismo, favorendo al tempo stesso lo sviluppo delle aree più deboli economicamente e distribuendo diversamente le risorse economiche.

Probabilmente, invece, la risposta andrà nella direzione opposta: controlli ancora più stretti, misure d’emergenza rafforzate, frontiere ancora più chiuse, caccia agli stranieri, più militari nelle strade, bombardamenti intensificati, budget per gli eserciti aumentati. Come se questo non fosse esattamente il risultato voluto, e sperato, dai terroristi. E come se questo non alimentasse esattamente quella terribile spirale che ci ha portato qui, ancora una volta, a contare i morti di un nuovo attentato.


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