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50 mila precari assunti senza concorso e aumenti ai presidi

L’annuncio a due giorni dal voto europeo. Via libera alla corsia preferenziale di chi ha più di trentasei mesi di precariato e agli aumenti di 160 euro per i presidi

25/05/2019
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Corriere della sera

A due giorni dal voto europeo, si sblocca la trattativa sui precari e anche quella sugli aumenti dei presidi. Ad annunciare i due provvedimenti sono stati, in veloce sequenza, prima il ministro Bussetti su Fb e poi la ministra Bongiorno. Per quanto riguarda i supplenti con tre anni di servizio alle spalle, via libera del governo alla corsia preferenziale: potranno diventare di ruolo senza concorso, frequentando un percorso abilitante di un anno. Il governo recepisce la proposta dei sindacati, con i quali era stato aperto un tavolo di confronto un mese fa. Rispetto alla prima ipotesi di un concorso per metà riservato ai precari, il governo ha scelto di assecondare l’ultima proposta di Cgil-Cisl-Uil: chi ha trentasei mesi di precariato potrà anche seguire la scorciatoia. Questa via prioritaria per l’assunzione a tempo indeterminato riguarda sulla carta tra 40 e 50 mila precari, che potranno comunque anche presentarsi e sostenere il concorso (per il quale non faranno comunque la prova preselettiva). «Con il presidente del consiglio Conte - scrive Bussetti su Fb - abbiamo deciso di recepire nel primo veicolo normativo utile la proposta unitaria dei sindacati. Sì quindi a misure uniche e straordinarie per la stabilizzazione dei precari storico e a percorsi abilitanti aperti a tutti coloro che hanno acquisito adeguata esperienza con selezione in uscita come nel 2013».

L’annuncio su Fb

Quanto alla partita aperta con i presidi, c’è il via libera del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno al rinnovo del contratto. Una misura, spiega una nota del ministero, che «interessa circa 8.000 dirigenti e permetterà il quasi totale riallineamento della retribuzione dei dirigenti scolastici a quella delle altre categorie di dirigenti pubblici». A questo punto il contratto potrà «essere ratificato dal Cdm e, dopo i controlli della Corte dei Conti, sottoscritto in via definitiva». Per l’intero triennio si prevede un incremento medio pari a 160 euro al mese. L’ipotesi di contratto era stata firmata a dicembre scorso, ma solo ora - a due giorni dalle elezioni - è giunto il via libera definitivo. Resta aperta invece la partita sulle nuove norme anti-furbetti (impronte digitali, rilevazione dell’iride ecc.) da cui sono stati esclusi gli insegnanti ma non i dirigenti, che sul decreto concretezza restano sul piede di guerra.


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