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14 mila studenti persi alle medie Linee guida contro la dispersione

A rischio soprattutto ripetenti e anticipatari

14/11/2017
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ItaliaOggi

Emanuela Micucci

Alle medie abbandonano la scuola 14.258 studenti. Nel passaggio alle superiori 34.286 ragazzi escono dal sistema scolastico. I dispersi dei licei, degli istituti tecnici e professionali e dell'IeFp sono 112.240. Numeri allarmanti che nel focus sulla dispersione scolastica nell'anno scolastico 2015/16, appena pubblicato dall'Ufficio statistica e studi del Miur, nascondo volti e storie di alunni che la scuola italiana ha respinto (www.miur.gov.it). Un fenomeno su cui in questi mesi è al lavoro al ministero dell'istruzione una cabina di regia guidata da Marco Rossi Doria per consegnare a dicembre le linee guida di indirizzo e d'azione per il contrasto e la prevenzione della dispersione. «Un piano che», spiega la ministra dell'istruzione Valeria Fedeli, «avrà come punto di riferimento l'articolo 3 della nostra Costituzione» per garantire pari opportunità a tutti i ragazzi, «compito principale del sistema di istruzione». Sebbene in calo dal 2013, attestandosi per il 2016 al 13,8% rispetto al 20,8% del 2006, tanto da avvicinarsi all'obiettivo europeo del 10% entro il 2020. Il fenomeno dell'abbandono scolastico inizia già alle medie e coinvolge con l'avanzare del grado di istruzione sempre più studenti.

Con forti divari tra Nord e Sud d'Italia, che vedono Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria sopra la media nazionale. Alle medie ha abbandonato gli studi lo 0,8% degli iscritti, percentuale pari a ben 14.258 ragazzi. La maggior parte, l'1%, lascia in I e in II media, di questi tra lo 0,37% e lo 0,40% abbandona durante l'anno, mentre lo 0,47% di dispersi in III media lascia gli studi durante l'anno. Quasi la metà dei dispersi alle medie, il 40,9%, ha oltre 16 anni. L'abbandono, infatti, è più frequente tra chi è in ritardo con gli studi: la ripetenza può essere considerata un fattore che precede, e in certi casi preannuncia, l'abbandono.

Lascia la scuola media il 5,1% dei ripetenti, rispetto allo 0,4% degli alunni in regola. Ma anche gli anticipatari presentano una percentuale superiore ai compagni regolari: 1,1%. Gli studenti più colpiti dalla dispersione sono gli stranieri, al 3,3% contro lo 0,6% degli alunni italiani, percentuale che sale al 4,2% se sono nati all'estero. Nel passaggio dalla III media alle superiori ben 34.286 ragazzi escono dal sistema scolastico, il 6,16%. La maggioranza passa alla formazione professionale regionale (4,47%), una percentuale minima va in apprendistato (0,02%) o all'istruzione parentale (0,06%), mentre l'1,61% ha abbandonato del tutto gli studi. Alle superiori la dispersione raggiunge il 4,3%, pari a ben 112.240 studenti. Con punti del 7% nel primo anno di corso. Maglia nera il Mezzogiorno con il 4,8% di abbandono, che in Sardegna, Campania e Sicilia supera il 5%. Mentre le percentuali più basse si registrano in Umbria, con il 2,9%, Veneto e Molise con il 3,1%.

I licei sono i percorsi con meno abbandoni, il 2,1%, percentuale che raddoppia negli istituti tecnici arrivando al 4,8%. Quota questa doppiata a sua volta nei professionali, dove tocca l'8,7%. Ma è nell'istruzione e formazione professionale (IeFp) che si registrano più abbandoni, il 9,5%. Tutti dati di cui la cabina di regia ha fatto tesoro, oltre ad aver «raccolto le esperienze delle scuole, esaminato decine di buone prassi di ogni parte d'Italia e in particolare il lavoro in rete tra scuole e le altre realtà educative: centri sportivi, terzo settore, parrocchie, volontariato», sottolinea Rossi Doria. Ed aver «recepito linee di indirizzo da regioni, enti locali e proposte dalle parti sociali».