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Bianchi: in Dad solo 11 6,6% delle classi ma presidi e sindacati vanno all'attacco

La Cgil: "Dati fumosi e opachi". Il pressing dei dirigenti: "Bisogna semplificare i protocolli"

20/01/2022
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La Stampa

 Flavia Amabile
Dopo mesi di richieste, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi per la prima volta ha fornito le cifre ufficiali sugli studenti nelle scuole. Ma, secondo molti, i conti non tornano. Per rendere noti i numeri del ritomo tra i banchi, il ministro ha scelto l'audizione alla commissione Cultura deUa Camera. I dati dowebbero rassicurare regioni e dirigenti scolastici. Secondo i presidi, in particolare, metà delle classi sarebbero in Dad. Secondo il ministro, invece, 1'88,4% degli oltre 7 milioni di studenti italiani è in presenza, contro un 11,6% che segue le lezioni da remoto. Una percentuale che varia di regione m regione, ma che alle 12 di ieri fotografava 850 mila ragazzi e ragazze lontani dalle aule a causa della pandemia. Sono invece il 93,4% le classi in presenza. Tra queste, però, il 13,1% ha attivato la Dad per uno o più casi di contagio o quarantene. Al contrario, il 6,6% delle classi è totalmente a distanza. Numeri e dati che, sottolinea lo stesso Bianchi, non vogliono nascondere i «molti e vari problemi» della scuola, ma che al tempo stesso evidenziano la sicurezza delle aule. «Il grosso dei contagi è avvenuto durante il periodo di chiusura per le festività», assicura il ministro. Ma l'origine del contagio non cancella i casi positivi ne cancella le difficoltà. Il ministro, infatti, annuncia modifiche per «semplificare» le procedure per Dad e quarantene. In molti, per esempio, hanno criticato la differenza di trattamento tra piccoli e adolescenti, ma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo SÌ Ieri ricorda che "nella fascia d'età 5-11 anni chi hacompletato il ciclo vaccinale è solo una piccola percentuale». Ma ammette che queste regole saranno superate per l'incremento che vi sarà nelle vaccinazioni in questa fascia d'età e per la maggiore circolazione della variante Omicron». Poco convinti dalle cifre fornite dal ministro sono innanzitutto  sindacati. Per la FLC Cgil sono «a dir poco fumosi e opachi». Anche per la Gilda degli insegnanti si tratta di dati che «danno un'idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo». La realtà è diversa, secondo Riño Di Meglio, il coordinatore nazionale della Gilda: "Per esempio, il dato del 4,9% di classi in Dad e quarantena relativo alla Campania è del tutto fuorviante, dal momento che un centinaio di sindaci ha emanato ordinanze dichiusura delle scuole dopo la pausa natalizia. Stesso discorso vale per la Sicilia (4,4%) e la Calabria (2,9%). Non si spiegherebbe altrimenti la differenza tra queste regioni e, per esempio, laLombardÌa»,all'8,2%. Ildubbiodimolti osservatori è che tra gli studenti in Dad il ministero non abbia inserito quelli delle scuole totalmente chiuse che non hanno inviato dati ne quelli delle classi con didattica mista. Il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli chiede a questo punto che «da ora in avanti, il Mi nistero pubblichi con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale» e che "venga drasticamente semplificato il protocollo di gestione dei casi positivi» che è «del tutto inapplicabile per il collasso dei dipartimenti di prevenzionedelleaziendesanitarie, nonostante l'immane sforzo di collaborazione sopportato dallescuole». È quella che il ministro Bianchi hadefinito «la repubblica delle autonomie», uno dei principali ostacoli all'omogeneità nell'applicazione dei protocolli ma che - dice il ministro - «non posso affrontare da solo».
 


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