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Alta formazione artistica e musicale: i motivi dello sciopero del 18 marzo

18 marzo 2009, sciopero generale di tutti i settori della conoscenza.

04/03/2009
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La politica attuata nel settore AFAM dal ministro Gelmini si è contraddistinta fin dall'inizio, da un lato, per una drastica riduzione dei finanziamenti per il funzionamento ordinario delle istituzioni, 27 milioni di euro nel triennio 2008-2010 per compensare il taglio dell'ICI (art. 5 comma 1 della legge 24 luglio 2008 n. 126), e, dall'altro, per l'annuncio di un drammatico ridimensionamento dell'intervento dello Stato nel comparto con la previsione della soppressione di un numero rilevante di Conservatori (audizione alla VII commissione della Camera dei deputati del 31 luglio 2008).

Assordante è stato per mesi il silenzio sul CCNL di comparto, ormai scaduto da 38 mesi. Solo dietro la forte mobilitazione delle organizzazione sindacali, e della FLC in particolare, si è avuta la notizia della richiesta fatta alcuni giorni fa al Ministero dell'Economia, di risorse aggiuntive per la chiusura del contratto.

Lo schema di " Regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell'Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico", al di là delle belle parole, non può nascondere un fatto incontrovertibile: si vuole attuare la riforma senza risorse aggiuntive. Forti sono, in tale schema, i segnali di una strisciante privatizzazione del settore.

Non si hanno notizie riguardanti l'analisi dei risultati delle sperimentazioni attuate in questi anni che hanno profondamente modificato l'offerta formativa e l'originaria fisionomia delle istituzioni del comparto.

Non vengono affrontati i nodi relativi alla riscrittura delle regole di governo delle istituzioni che consenta da un lato l'eliminazione delle pratiche burocratiche e delle sovrapposizioni nelle decisioni e nei compiti, e dall'altra la effettiva partecipazione di tutte le componenti alla vita democratica delle istituzioni (pensiamo soprattutto al personale T.A.).

La FLC, poiché ritiene che il sapere artistico rappresenta, per un paese come l'Italia, un volano di sviluppo economico e culturale di grande rilievo, rivendica:

  • il mantenimento del ruolo dello Stato, nella formazione artistica, così come previsto dalla Costituzione.

  • la predisposizione di un progetto organico per lo sviluppo del settore AFAM;

  • lo stanziamento delle risorse necessarie per le accademie ed i conservatori affinché possano adempiere ai loro compiti istituzionali e procedere con le assunzioni a tempo indeterminato;

  • tempi e risorse certe per il rinnovo del contratto di lavoro;

  • un'adeguata valorizzazione e incentivazione di tutto il personale del comparto.

marzo 2009