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I temi del lavoro nella Pubblica Amministrazione, dalla relazione di Enrico Panini del 4 giugno 2008

Iniziativa CGIL - FLC: "Il miglior investimento possibile è quello nella Conoscenza".

05/06/2008
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Dalla relazione di Enrico Panini, segretario generale FLC Cgil, all'iniziativa CGIL - FLC del 4 giugno 2008 " Il miglior investimento possibile è quello nella Conoscenza "

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La seconda riflessione riguarda i temi del lavoro e della qualità, argomenti entrambi ampiamente presenti nella nostra proposta programmatica.

Come sapete alcuni giorni fa la CGIL ha interrotto la propria partecipazione ad una riunione con il Ministro Brunetta nella quale veniva illustrato il “Piano industriale per la P.A” ponendo una decisa pregiudiziale di metodo.

Da un lato, abbiamo sostenuto, il Ministro non può definire lui le delegazioni sindacali costringendo ad un confronto sui contenuti senza i soggetti (le categorie) che poi di quelle proposte sono i naturali referenti essendo i soggetti titolari della contrattazione, come se Marchionne discutendo di ristrutturazione della Fiat decidesse di non convocare Fiom, Fim e Uilm. Dall’altro lato, abbiamo sostenuto che anche nei tempi dell’informatizzazione più spinta le relazioni sindacali non possono essere sostituite dall’invio di mail al Ministro che poi decide né è pensabile che si discuta con il Ministro mentre il Parlamento affronta gli stessi temi.

La CGIL non ama né i confronti infiniti né le riunioni oceaniche, ma c’è una giusta misura a tutto.

Ai tanti che si sono sbizzarriti in questi giorni a cucirci addosso abiti di tutti i tipi per commentare la nostra posizione rispondo che il tempo è galantuomo: infatti pochi giorni fa con una lettera i tre segretari generali hanno chiesto al Ministro Brunetta di riaprire il confronto e di farlo coinvolgendo anche le categorie. Oggi pomeriggio, come già saprete, sono stati fissati gli appuntamenti così come unitariamente abbiamo richiesto anche se le modalità continuano ad essere bizzarre per usare un eufemismo.

Io penso che già da oggi il Governo dica chiaramente il proprio orientamento su tre questioni per così dire preliminari:

  1. ci sono ancora contratti del I° biennio, cioè scaduti il 31 dicembre del 2005, da rinnovare. Di essi mancano i relativi Atti di Indirizzo. Mi riferisco ai contratti della dirigenza che per noi riguardano sia l’area V°, la dirigenza scolastica, che l’area VII°, la dirigenza dell’università e degli Enti di Ricerca. Il Governo deve mettere in campo tutti i passaggi necessari per l’avvio tempestivo delle trattative e deve onorare gli impegni assunti in Parlamento nei confronti del contratto dei dirigenti scolastici e della relativa equiparazione alle altre dirigenze;

  2. ci sono contratti del I° biennio non ancora conclusi perché le trattative sono partite con grandissimo ritardo per esclusiva responsabilità dei rispettivi Comitati di Settore. Mi riferisco ad Accademie e Conservatori; ricerca; università. Per gli ultimi due forse potremmo essere in grado di delineare un’uscita in tempi non lunghi, sul primo siamo in alto mare: mancano risorse mentre buona parte delle attuali risorse contrattuali sono impegnate per garantire il funzionamento ordinario dei Conservatori. E’ necessario che il Governo solleciti la rapida chiusura di questi tavoli.

  3. ci sono i II° bienni che devono partire. Il Governo si limita a dire che le risorse non ci sono non avendo il Governo Prodi, come il Governo Berlusconi in precedenza, appostato in Finanziaria altro che le risorse per la carsica. E’ noto che con il Governo Prodi vennero trovate le soluzioni per affrontare un problema analogo. Bisogna farlo, ragionarci, non semplicemente omettere il problema.

Il Ministro Brunetta sappia che noi accettiamo e rilanciamo la sfida della qualità nei comparti della conoscenza perché crediamo che il pubblico sia fonte di garanzie per i cittadini che il privato non può assicurare; perché il pubblico nei nostri comparti può essere un motore decisivo per lo sviluppo del Paese; perché il pubblico si muove sul piano della garanzia dei diritti primari delle persone.

Partiamo da qui per affrontare il tema e non dai proclami contro i fannulloni che non solo non servono, perché sarebbe sufficiente applicare le norme invece di annunciare grandi intendimenti, ma che mortificano centinaia di migliaia di persone che con il loro impegno tutti i giorni fanno funzionare la scuola, la ricerca, l’università, le accademie ed i conservatori, ed instillano nella testa dei cittadini una idea di irriformabilità del pubblico foriera di una consegna al mercato di diritti fondamentali. La sfida della qualità nel pubblico si vince non ritornando alla supremazia della legge a danno del contratto, o ampliando le prerogative della discrezionalità ma dando valore al contratto, cioè alle relazioni fra le parti; si vince intervenendo sull’organizzazione del lavoro per superare incrostazioni e strozzature autoreferenziali non aumentando i capi; si vince condividendo non minacciando voti.

Nell’incontro di oggi, a mio avviso, andrà anche affrontato il rapporto fra quella che sarà la proposta generale, la sua articolazione, e le caratteristiche peculiari dei diversi comparti che compongono il settore pubblico.

Per dirla chiara, i comparti della conoscenza devono stare dentro alla trattativa generale – che vogliamo si avvii - ma devono avere anche, contemporaneamente, uno specifico tavolo di confronto stante la specificità di alcune questioni che li caratterizzano e li rendono non omologabili ad altri comparti pubblici. Per questo è necessario da subito coinvolgere il Ministero competente per la parte relativa alla scuola, e non solo, ma anche i diversi datori di lavoro pubblici, dalla CRUI ai presidenti degli Enti di Ricerca.

Infine, bisogna riconoscere che diversi temi oggetto delle considerazioni del Ministro Brunetta sono già ampiamente affrontati negli accordi contrattuali vigenti e se in alcuni casi siamo di fronte ad una applicazione tentennante ciò riguarda esclusivamente responsabilità della parte pubblica che sono ampiamente pronto a documentare.

Nella scuola i temi della valorizzazione della professionalità e della valutazione sono stati affrontati di nuovo nel contratto sottoscritto a novembre scorso. Il Ministro Gelmini è interessata a dare piena attuazione e da subito a queste parti? Noi sì.

Così come abbiamo convenuto di affrontare il tema della disciplina per il personale docente, oggi riserva di legge, con l’intento di scindere un giusto sistema di tutela della libertà di insegnamento dalla necessità inderogabile che chi si macchia di responsabilità sanzionabili debba essere effettivamente sanzionato.

Anche nell'università e negli EPR e' necessario partire da ciò che già ora i CCNL hanno definito in termini di valutazione e carriera.

L'assenza di meccanismi automatici nelle progressioni economiche di ricercatori e TA ha prodotto l'introduzione di un puntuale sistema di valutazione, anche individuale, negli atenei e negli EPR finalizzato a valorizzare le professionalità ai fini dei riconoscimenti economici di carriera.

Già ora, sia negli atenei che negli EPR, tutti i percorsi di carriera dei ricercatori e dei TA sono conseguenti alla valutazione delle competenze scientifiche e professionali acquisite.

Si tratta ora di affinare contrattualmente questi strumenti sia sul versante della trasparenza delle procedure che della effettiva valorizzazione della qualità del lavoro, cosi come va resa effettivamente esigibile la contrattazione sull'organizzazione del lavoro.

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