


Il 20 gennaio la VII Commissione della Camera ha espresso il proprio parere, obbligatorio ma non vincolante, sulle misure relative ai Licei, che il Ministro Gelmini si appresta a presentare in seconda lettura (definitiva) al Consiglio dei Ministri in grande ritardo rispetto ai tempi delle iscrizioni, ancorché il loro termine sia stato spostato al 26 marzo.
Si tratta di un parere favorevole ma condizionato, nonostante il parere sia stato dato a maggioranza e non all’unanimità. Il testo infatti distingue nettamente le “condizioni” che vengono poste dalle “osservazioni”.
Le “condizioni”
I licei che escono dalle “condizioni” sono in ogni caso molto diversi da quanto era stato presentato, nero su bianco, nel testo uscito dalla prima lettura del Consiglio dei Ministri. In particolare:
Le “osservazioni”
Le osservazioni riguardano per lo più questioni formali, ma in alcuni casi anche sostanziali: tra queste in particolare sottolineiamo:
Come si vede, pur con un linguaggio diplomatico ed offrendo soluzioni inadeguate, spesso frutto di pressioni lobbistiche più che di una serio dibattito culturale e pedagogico, anche la maggioranza della VII Commissione della Camera è costretta a metter il dito in molte delle piaghe che la FLC Cgil aveva denunciato sia nel corso delle audizioni parlamentari che negli incontri al Miur rispetto al testo passato in prima lettura al Consiglio dei ministri: la partenza sui primi due anni, la mancanza di un biennio comune e l’orario a 27 ore, il taglio troppo da magistrale delle scienze umane, la scarsa scientificità del liceo scientifico, l’eccesso di semplificazione, il numero insufficiente delle sezioni di liceo musicali ecc.
Adesso resta da vedere quanto di queste richieste e proposte verrà trascritto nei testi che verranno inviati alla seconda lettura. Quello che è certo è che da queste condizioni e osservazioni esce una situazione sempre più confusa, in cui non si sa più che cosa ci sarà e che cosa non ci sarà.
Come faranno le scuole a orientare le iscrizioni è un rebus. Le nostre richieste di rinvio escono sempre più rafforzate da questa situazione: non è una questione politica, è una questione di buon senso!
Roma, 21 gennaio 2010
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