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Anno II n. 51 del 14 settembre 2006
   
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Buon anno scolastico a tutti

 

Il nostro impegno

La scuola ricomincia con novità importanti, in un clima di maggiore serenità, rispetto alla conflittualità degli anni precedenti. Il processo di “demorattizzazione” è in corso. La contrattazione si è rivelata uno strumento potente per questo risultato.
Il grande movimento di questi anni trova prime e significative risposte alla propria iniziativa. Il ruolo del nostro sindacato è stato determinante: abbiamo sostenuto con determinazione gli stessi obiettivi e li abbiamo portati avanti con coerenza.

Ma il percorso che abbiamo davanti è tutt’altro che in discesa. Restano, infatti, aperti diversi problemi.

  • La Finanziaria. Per un movimento che ha difeso la scuola pubblica dalle incursioni del precedente governo, sentirsi dire, per giunta  sulla base di dati sbagliati, dal Ministro del tesoro che gli insegnanti sono troppi è un pugno nello stomaco. Non ci nascondiamo la gravità della situazione finanziaria, ma non possiamo accettare la politica dei due tempi. Gli sprechi vanno eliminati, ma fra loro non c’è il personale della scuola pubblica. I dati sulla scuola li abbiamo anche noi.
  • I precari. Costituiscono un vero e proprio esercito, che aumenta ogni anno. Con la precarizzazione del rapporto di lavoro si precarizza l’intera istituzione scolastica, la cui qualità è pregiudicata dal balletto annuale di buona parte del personale. Ci vuole un massiccio piano di immissioni in ruolo in tempi rapidi.
  • La legge 53/03. Non si possono correggere per via amministrativa tutte le distorsioni: va cancellata. Bisogna cominciare a costruire in tempi rapidi una scuola più inclusiva. Va quindi innalzato subito a 16 anni l’obbligo scolastico,  portandolo, entro la legislatura, a 18 anni. Su questa battaglia di civiltà il nostro impegno sarà massimo.

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Il cacciavite alla prova degli esami di stato

Il più rilevante dei provvedimenti del Ministro Fioroni è probabilmente il disegno di legge di riforma degli esami di Stato.

La Moratti aveva trasformato l’esame in una prova gestita da commissari tutti interni, riducendo la maturità a una ripetizione delle valutazioni quadrimestrali: un’inutile rituale pregiudizievole per il valore legale del titolo di studio. Urgente e sentito perciò era il bisogno di cambiamento.

Le commissioni saranno al 50% esterne e verrà abrogata anche la norma che voleva la terza prova come test nazionale gestito dall’Invalsi per valutare le scuole attraverso il rendimento degli alunni. Si aumenta il punteggio riservato al curriculum scolastico del candidato riducendo quello delle prove orali e si migliora la trasparenza dell’esame. Ma si introduce anche il giudizio di ammissione e con esso uno svarione, per il quale ne sarebbero esenti proprio i candidati esterni. Su questo e su altri punti il testo andrà necessariamente emendato.

Un articolo del nuovo Ddl riguarda il rapporto con l’università e l’orientamento degli studenti. Premesso che lo sbocco universitario non è l’unico e che quindi altrettanta attenzione andrebbe data ad altri orientamenti, l’intento in sé è positivo ma prescinde da un’analisi complessiva della situazione, per cui, restaurato l’esame con i commissari esterni ed in costanza di test di accesso all’università sempre più complessi e simili ad esami veri e propri, gli studenti italiani potrebbero ritrovarsi ad essere i soli in Europa a dover sostenere di fatto due esami.

Insomma se il “cacciavite” suscita qualche dubbio in fase di smontaggio, in fase di montaggio proprio non può sostituire un progetto che ancora non c’è, pena il rischio di finire proprio dove non si doveva andare.

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Tutor, portfolio anticipi. E’ il dopo Moratti

Ci sono alcuni aspetti della legge Moratti che hanno molestato le scuole con particolare accanimento, sono stati fonte di conflitti nei Collegi docenti e di gestione difficoltosa.
Inizia un nuovo anno scolastico con il sollievo di non doversela più vedere con il tutor: la sequenza contrattuale di luglio ha definitivamente disapplicato questo istituto, dimostrando la forza della contrattazione che ha cancellato in poche ore uno dei pilastri della controriforma Moratti.

Dobbiamo alla contrattazione di luglio anche l’origine della disapplicazione degli anticipi nella scuola dell’infanzia: la qualità della scuola è un diritto per i bambini e in questi anni abbiamo cercato di ostacolare gli inserimenti selvaggi che avvenivano al di fuori di ogni garanzia di qualità.

La nota ministeriale del 31 agosto dice chiaramente che gli anticipi nella scuola dell’infanzia non si possono effettuare. Resta un problema sociale sul quale abbiamo richiamato l’attenzione del Ministro.

Infine il Portfolio: è stata fatta chiarezza sul diritto alla privacy dei bambini e sul giudizio IRC che deve essere dato con foglio a parte. È stato detto in modo chiaro che si torna alla scheda del previgente ordinamento, lasciando all’autonomia delle scuole la definizione delle modalità di documentazione dei percorsi formativi degli alunni.

Per agevolare la navigazione in questa difficile transizione, rinviamo alle schede predisposte dalla FLC.

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Una petizione contro le Indicazioni nazionali

100.000 firme di docenti per archiviare definitivamente le Indicazioni Nazionali transitorie della Moratti. E’ la petizione lanciata da Proteo Fare Sapere che si concluderà a Gennaio 2007 per condizionare l’agenda politica, per uscire dall’incertezza e per non dover mai più utilizzare libri di testo inadeguati. La FlC Cgil ha aderito alla petizione e si è impegnata a sostenerla in tutti i modi.

Il Ministro, infatti, si è limitato a dire della loro provvisorietà, dell’impegno a rivederle… quindi, pur non vincolanti, permangono. In questo modo esse continueranno a produrre i loro effetti sui libri di testo e per molti anni e corriamo il rischio che cresca uno stato d’incertezza professionale che non aiuta la scuola. Per questo è necessaria la loro immediata sospensione e la loro definitiva archiviazione fin dal 1° settembre 2007, configurando così un quadro nuovo ed aperto per la predisposizione dei libri di testo, dando certezze indispensabili alle scuole. Dovrebbe poi essere istituita una commissione autorevole e pluralista che, con un reale coinvolgimento della scuola ed un corretto iter di consultazione, definisca una definitiva alternativa alle Indicazioni morattiane.

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Finanziamenti. prima di tutto la scuola pubblica

La FLC Cgil ha ricordato al Ministro Fioroni, preoccupato di non tagliare fondi alla scuola non statale, che ad essere penalizzata negli ultimi 5 anni è stata la scuola pubblica. Ed è a questa che si continuano a sottrarre risorse.

“I dati ufficiali dello stesso Ministero - scrive Panini in un comunicato - ci rappresentano una scuola pubblica statale deprivata di finanziamenti e di personale. Basti pensare che solo per le spese relative alla retribuzione supplenti, autonomia, funzionamento il taglio è stato di ben 624.193 milioni di euro. Oppure basti ricordare che il recente Decreto Bersani, con una previsione di tagli fino al 2009, riduce di ulteriori 45 milioni di euro”.

Intanto agli inizi di agosto è stato approvato un provvedimento per aumentare il contributo alle famiglie che mandano i figli alle scuole private.

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Graduatorie. Tassa sul punteggio e le arrampicate in montagna: è ora di farla finita

L’abbiamo detto mille volte, ormai le graduatorie permanenti dei docenti si sono trasformate in una rincorsa ai punteggi aggiuntivi e ai posti supervalutati. Le modifiche introdotte in era Moratti, come avevamo da subito denunciato, hanno creato iniquità e determinato un indecente mercato di titoli.

La recente risoluzione della VII commissione della Camera ha ribadito la volontà di affrontare la questione attraverso l’abolizione della supervalutazione del punteggio (vedi montagna ecc.) e l’abolizione o la drastica riduzione del punteggio aggiuntivo per altri titoli (master, ecc).

Come FLC Cgil abbiamo condiviso questo orientamento, pur precisando che non si deve trattare di norme retroattive perché non è possibile penalizzare chi ha fatto delle scelte in base alle norme in vigore.

Ora ci auguriamo che il provvedimento legislativo veda presto la luce e riporti a normalità le graduatorie. Ma questo non basta, bisogna anche, già da questo anno, procedere all’assunzione su tutti posti vacanti, per garantire certezza ai precari, ma anche alle scuole che hanno bisogno di personale stabile e motivato.

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Presidi incaricati. Finalmente il concorso, ma...

Il 5 settembre 2006 il Ministero della Pubblica Istruzione ha dato la notizia che sarà bandito il concorso, riservato ai Presidi incaricati, per 1.458 posti a Dirigente scolastico. Il bando, atteso da marzo, ha convinto la FLC Cgil e le altre Organizzazioni sindacali promotrice a revocare la manifestazione prevista per il 7 settembre davanti al Ministero dell’Economia e al Ministero della Pubblica Istruzione.

Ma non tutto è risolto. Rimangono in piedi alcuni problemi. I posti sono sottostimati: ai 1.458 vanno aggiunti quelli dei Dirigenti scolastici ultra67enni che avevano fatto richiesta di permanere in servizio e che il Decreto Bersani ha obbligato alla pensione. E resta aperto anche il problema della selezione di circa 1.000 Presidi Incaricati (su circa 3.000, secondo dati ministeriali) che non potranno essere ammessi al periodo di formazione perché il meccanismo concorsuale prevede uno sbarramento (ammessi alla formazione non più del numero dei candidati maggiorati del 10%). Il risultato sarà che questi mille Presidi Incaricati, secondo legge, potranno continuare a dirigere le scuole ma non potranno acquisire il ruolo perché la procedura ne prevede la selezione a metà percorso. Una situazione a cui va posto rimedio.

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Personale ATA. Un altro anno che inizia male

Sono ripresi gl’incontri con il MPI per attuare il sistema di valorizzazione professionale dell’art. 7 del CCNL 2004 2005 ed è ripresa la trattativa per definire il CCNI sulla mobilità professionale alle aree superiori prevista dall’art. 48 del CCNL 24/7/2003. Questi due istituti contrattuali sono tappe fondamentale del processo di valorizzazione professionale, rivendicato dalla FLC Cgil con la “Vertenza ATA”.

Un processo che va potenziato con il prossimo rinnovo del contratto 2006-2009 per innalzare professionalmente e reinquadrare economicamente tutti i lavoratori ATA. Ma la moltitudine dei problemi che aggravano il funzionamento dei servizi scolastici e il lavoro del personale non sono stati ancora affrontati concretamente. I cinque anni di governo della scuola del Ministro Moratti, hanno lasciato il segno in particolare sugli ATA: tagli drastici degli organici, poche risorse alle scuole, il tentativo di privatizzare i servizi scolastici.

La FLC Cgil, insieme agli altri sindacati, ha richiesto su questi temi un confronto serio e serrato al Ministro Fioroni, che nelle lettere di augurio per il nuovo anno scolastico si è ricordato di tutti tranne degli ATA.

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Personale ATA. Il punto su art. 7 e art. 48

L’accordo sull’art. 7 ha registrato un diffuso consenso tra i lavoratori. Oltre 120.000, di diverse qualifiche, hanno presentato domanda per l’acquisizione del beneficio economico. In questi giorni, sindacati e MPI stanno definendo gli ultimi chiarimenti per inserire correttamente il personale beneficiario dell’art. 7 nella contrattazione di scuola per le ricadute sull’organizzazione del lavoro. La contrattazione di scuola dovrà occuparsi dell’utilizzo di tutto il personale in servizio compreso quello titolare del beneficio economico dell’art. 7; dell’interscambio tra questo personale e i destinatari degli incarichi specifici ex art. 47 CCNL per lo svolgimento dei compiti e delle attività necessarie al funzionamento della scuola. Da chiarire anche, tra l’altro, le modalità di svolgimento della formazione del personale nel caso di cambio di mobilità professionale ad altra provincia o profilo professionale.

E’ anche ripresa la trattativa sull’art. 48.

La firma definitiva dell’accordo è possibile quindi in tempi rapidi. L’Intesa finale completerà l’impianto generale del sistema, avviando lo svolgimento della prima fase di attuazione. Sarà una prima risposta alla grave questione del precariato. Privilegiando i titoli di studio rispetto ad altri titoli di servizio realizza una inversione di tendenza auspicata da tempo. Un risultato che consentirà di impostare le richieste del nuovo contratto.

Gli incontri dell’11 e del 12 settembre sugli artt. 7 e 48.

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Pensione integrativa. Si vota per Espero

Il 13 ottobre gli iscritti (circa 50mila) al Fondo Espero eleggeranno l’Assemblea dei delegati del primo grande fondo pensioni del pubblico impiego. Prende il via, così, uno strumento importante di tutela dei diritti previdenziali di tutti e soprattutto per precari e neo assunti che hanno un futuro pensionistico tutt’altro che facile.

La Cgil si presenta con la lista n. 1, “FLC Cgil: Previdenza come valore” con 60 candidati, di cui il 50% sono donne. Per la FLC Cgil la previdenza obbligatoria e quella complementare vanno ben intrecciate per essere rafforzate entrambe e dare così maggiore sicurezza alle persone, tutela ai diritti e dignità al lavoro.

Alle votazioni possono partecipare tutti coloro che alla data del 14 settembre risultano iscritti nel libro dei soci.

Vai alla pagina con tutti i documenti e materiali.

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Corsi di formazione per Presidi incaricati

L’Associazione professionale Proteo Fare Sapere organizza corsi di formazione per il concorso riservato a Dirigente scolastico.

Sono aperte le iscrizioni. Per informazioni clicca qui.

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Brevissime

Scuola non statale. Si aprono le trattative per il rinnovo contrattuale. Si inizia con l’Agidae.
Corsi abilitanti DM 85/05. I sindacati abbandonano la riunione e scrivono ai ministri Mussi e Fioroni.
Personale inidoneo. La FLC Cgil chiede l’abrogazione della norma del 2003.
Fondo di istituto. Come si calcola.
Ore eccedenti. Finalmente arrivano i pagamenti.
Legge 440/97. Ripartizione dei fondi.

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Appuntamenti

 

RSU
Dal 4 al 6 dicembre si vota in tutte le scuole per rinnovarle

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