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Direttore responsabile Ermanno Detti

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Anno V n. 12 del 23 marzo 2009

  
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Tutto il mondo è Paese: la crisi per ridurre e negare diritti e tutele

"È giunto il momento di investire nell'umano e di concentrare le strategie mondiali di rilancio sulla giustizia sociale - e le donne devono essere al centro di questo processo".
Le risorse dedicate all'intero settore delle finanze, alle banche e alle imprese, sono venti volte superiori alla somma necessaria per il raggiungimento di tutti gli obiettivi del Millennio in un'unica volta! I nostri politici spendono tempo ed energie nel salvataggio delle banche e delle imprese e dimenticano gli uomini e le donne che si battono, ogni giorno, per sopravvivere. Donne, bambine e bambini, uomini che muoiono di fame per colpa della crisi alimentare e dell'indifferenza del mondo. Si perdono posti di lavoro, i salari sono bassi, mancano gli ammortizzatori sociali, si taglia il welfare e il tempo di occuparsi dei più deboli, degli emarginati, della sofferenza umana non arriva mai".

È proprio l'uso della crisi economica e finanziaria per diminuire e negare diritti e tutele, come chiaramente indicato nella dichiarazione di Fred van Leeuwen, Segretario generale dell'Internazionale dell'Educazione in occasione della festa della donna, la questione centrale su cui si sono mobilitati in questi due ultimi mesi le organizzazioni sindacali, i lavoratori, i cittadini di molti paesi europei, ponendo tra i diritti prioritari quello ad un'educazione gratuita, di qualità per tutti.

Il quadro emerso dalla riunione del network educazione all'Assemblea preparatoria del Social Forum Europeo e dalla conferenza dei Balcani, evidenzia, infatti, costanti comuni nelle politiche per l'istruzione: riduzione dei finanziamenti pubblici e degli organici, processi di privatizzazione delle università, anche se in forme diverse, criminalizzazione dell'attivismo studentesco e sindacale. In particolare, emerge un quadro caratterizzato da forti tensioni, oltre che in Italia, anche in Francia, in Grecia e in alcune regioni della Spagna. Una situazione che sempre più richiede una risposta che vada al di là dei confini nazionali. Per queste ragioni, la FLC Cgil ha sottoscritto l'appello "Non vogliamo alcun mercato della Conoscenza" e proseguirà nei prossimi mesi la propria azione per costruire piattaforme e mobilitazioni comuni a livello europeo.

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Riunione dei G20 a Londra. La confederazione mondiale dei sindacati indice una manifestazione per il 28 marzo

Piano coordinato di ripresa per sostenere l'economia mondiale, nuovo sistema internazionale di governance dell'economia e del capitalismo globale, regolamentazione dei mercati globali finanziari, lotta contro l'ingiustizia, centralità delle relazioni con le organizzazioni sindacali. Questi i principali obiettivi del movimento sindacale mondiale in occasione della riunione dei G20 a Londra.

'Internazionale dell'educazione e l'ETUCE hanno inviato un documento rispettivamente ai governi e all'Unione Europea per sottolineare il ruolo vitale che gli investimenti nel settore educativo e nella ricerca dovrebbero giocare nei programmi di ripresa economica. Il "Global Deal" che sarà discusso al summit dei G20 non contempla, infatti, gli investimenti in educazione come una delle misure per il rilancio economico.

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Consiglio dei Ministri dell'educazione della UE. L'ETUCE protesta per l'assenza di investimenti in educazione

In occasione della riunione del Consiglio dell'Educazione della UE del 16 febbraio, con all'ordine del giorno la discussione del documento "Un aggiornato quadro strategico per la cooperazione europea in materia di educazione e di formazione", il sindacato europeo dell'educazione aveva inviato un proprio documento chiedendo politiche più ampie ed inclusive, maggiori risorse pubbliche ed esprimendo la propria contrarietà ad un ampliamento dei finanziamenti privati nell'istruzione terziaria. Richieste che non hanno trovato risposta. L'istruzione continua ad essere vita dalla maggior parte dei governi europei come uno strumento per favorire processi economici piuttosto che come un diritto per la cittadinanza.

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Colombia e Iran, la difesa dei diritti al prezzo della vita

Continua in Colombia, uno dei paesi più pericolosi al mondo per chi svolge attività sindacale, il barbaro assassinio degli insegnanti impegnati nel sindacato. Tre di loro sono stati assassinati in febbraio. La Federación Colombiana de Educadores (FECODE), chiede alle autorità di investigare su tali morti e sull'impunità di cui finora hanno goduto gli assassini. La FECODE denuncia anche la mancata applicazione di una legge nazionale che consente lo spostamento dei docenti minacciati in località più sicure.

Il movimento sindacale mondiale fa pressione sull'Organizzazione internazionale del lavoro perchè promuova azioni contro la repressione sindacale in Iran. A parere del sindacato mondiale, tra cui l'Internazionale dell'Educazione, sono necessarie misure per bloccare la crescita delle intimidazioni e degli arresti dei sindacalisti in Iran. Tra questi, il docente Farzad Kamangar, condannato a morte e ancora nella prigione di Evin. Sono all'ordine del giorno anche soprusi e minacce nei luoghi di lavoro nei confronti di chi tenta di organizzare attività sindacali.

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Spagna. X° congresso della FECCOO

Intenso dibattito al X congresso della Federazione de la Ensenanza delle Comisiones Obreras sia sulle questioni politiche sia organizzative. Rieletto il segretario generale Josè Campo.

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Infanzia, politiche educative nell'Unione Europea

La Commissione Europea ha presentato un recente studio sulle politiche educative e di cura prima della scuola obbligatoria e sulle misure prese per favorire la partecipazione dei gruppi più svantaggiati. Lo studio, svolto dal Network Eurydice, fa parte del programma di lavoro che la Commissione si è data nel 2006 relativamente all'equità e all'efficienza nei sistemi educativi e formativi europei. Lo studio "Early childhood education and care in Europe: tackling social and cultural inequalities" è reperibile nel sito di Eurydice, in inglese e francese.

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Rapporto della Commissione europea sull'inclusione e la protezione sociale

Povertà in aumento in Europa, dove il 16% delle famiglie si trova al di sotto del livello di povertà. A maggiore rischio sono i bambini (il 19% è esposto al rischio povertà) e i vecchi, soprattutto le donne (al 19% rispetto al 16% del 2006). Per la CES occorrono politiche sociali attive per proteggere i più deboli.

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8 marzo, documento della CES/ETUC

Protezione lavorative,offerte formative per la riqualificazione, potenziamento dei servizi pubblici, rafforzamento delle misure di protezione sociale. Queste le principali misure richieste dalla CES per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Per ulteriori informazioni ETUC Charter on gender mainstreaming in trade unions.

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Appuntamenti

 

I prossimi appuntamenti internazionali della FLC

23-27 marzo: Francia, Congresso Snes
1-2 aprile: Bruxelles, Riunione Comitato europeo pari opportunità
3 aprile: Parigi, Tavola rotonda sull'università
6-8 maggio: Helsinki, Convegno sui capi d'istituto
6-8 maggio: Madrid, Congresso FETE UGT
9 maggio: Malta, Seminario rete sindacati dell'educazione del Mediterraneo
25-26 maggio: Bruxelles, Seminario sulle pari opportunità in educazione

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