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Università: siamo di fronte ad una “questione morale” di dimensioni impressionanti

Comunicato stampa di Enrico Panini, Segretario Generale Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil

11/09/2007
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Le notizie relative alle prove di ammissione truccate nelle Facoltà di Medicina di quattro Atenei italiani, con numerose persone denunciate e la scoperta di vere e proprie associazioni a delinquere, finalizzate all’estorsione di migliaia di euro agli aspiranti all’iscrizione, rappresentano l’ennesimo duro colpo per l’immagine del sistema universitario, in particolare delle Facoltà di Medicina.

Siamo ormai di fronte ad una vera e propria questione morale che va affrontata in quanto tale, valorizzando quel tanto di buona università e di condotte limpide che ci sono ma colpendo duramente ogni degenerazione e rimuovendone alla radice le cause che rendono possibili tali estesi fenomeni malavitosi .

Denunciamo l’esistenza di una questione morale perché non siamo di fronte a casi isolati ed ormai è un susseguirsi di continue denunce.

Parentopoli nelle assunzioni con l’occupazione da parte di intere famiglie di alcuni corsi di laurea.

Concorsopoli, altro settore di intervento della magistratura e di denuncia sui giornali.

Creditopoli, e il pensiero va l’esplosione di convenzioni con Ministeri ed altri soggetti per cui acquisire una laurea alla fine si riduce ad un percorso banale.

Si potrebbe continuare ancora nell’elenco al quale, ora, si è aggiunta questa nuova ed amara puntata sui quiz.

Serve una repressione esemplare della corruzione e delle pratiche distorte.

Chiediamo al Governo ed al Ministro dell’Università e Ricerca di intervenire per azzerare alla radice le condizioni che rendono possibili simili fatti.

L’azione della magistratura è encomiabile ma la politica deve da subito intervenire con provvedimenti urgenti alleandosi con la parte sana e moralmente ineccepibile del mondo universitario.

Sono necessari segnali forti ed immediati di inversione di tendenza, che facciano ritrovare ai tanti docenti e ricercatori che ogni giorno, silenziosamente e onestamente, tengono in piedi l’Università italiana il senso di identità e l’orgoglio dell’istituzione pubblica.

E serve un colpo d’ala della comunità accademica, che sappia usare gli strumenti dell’autogoverno per affermare una forte etica collettiva, e rompere l’indifferenza e il silenzio che permette alle pratiche illecite di affermarsi.

Roma, 11 settembre 2007

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