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Università: ricercatori e studenti continueranno a mobilitarsi finchè dal Governo non arriveranno risposte concrete

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

10/01/2020
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Roma, 10 gennaio - Nella giornata di ieri 9 gennaio, in tanti atenei italiani, studenti, ricercatori e dottorandi si sono mobilitati per chiedere il rifinanziamento complessivo del sistema universitario.

Si sono tenute assemblee, presidi e flash mob, che hanno denunciato la completa mancanza di fondi aggiuntivi all’interno della Legge di Bilancio e ribadito la necessità di investire almeno un miliardo e mezzo sull’Università e la Ricerca per tornare ai livelli pre-crisi.

L’Italia è agli ultimi posti tra i paesi OCSE per finanziamenti all'Istruzione, mentre nel nostro paese solo il 3% degli studenti accede a un posto alloggio e il 93% dei ricercatori precari viene espulso dal sistema.

Nonostante le dimissioni di un Ministro, che hanno dimostrato ulteriormente lo stato disastroso in cui si trova l’Università nel nostro Paese, il Governo, ad oggi, non ha messo in campo misure in grado di dare risposte a chi lavora e studia all’interno degli atenei del nostro Paese.

A Roma, Milano, Pisa, Torino, Bologna, Bari, Firenze, Trieste, Lecce e tantissimi altri atenei si sono mobilitati con presidi, assemblee, flashmob, per il futuro dell’Università, della Ricerca e del Paese tutto, per il futuro di tutte e tutti noi.

Serve almeno un miliardo e mezzo destinato all’Università, serve restituire dignità al lavoro all’interno dell’accademia, un aumento dei posti fissi e finanziamenti alla ricerca. Serve immettere ulteriori risorse all’interno del sistema del diritto allo studio e garantire a tutti gli studenti di accedere all’Università, eliminando definitivamente la vergognosa figura dell’idoneo non beneficiario.

Continueremo a mobilitarci finchè il Governo e il nuovo Ministro non metteranno in campo misure concrete per ridare ruolo all’Università e alla ricerca pubblica nel nostro Paese.