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Università: Pantaleo, il Ministro Giannini presenta una minestra conosciuta e indigesta

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

25/02/2014
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Siamo soliti attendere i fatti ma, se il buongiorno si vede dal mattino, il Ministro Giannini ripropone una minestra già conosciuta e con ingredienti sempre più scadenti.

La condizione drammatica dell'Università italiana si può rappresentare in un breve ma esplicito affresco: una riduzione di 100.000 immatricolati in 10 anni causati dal crollo dell'offerta formativa e dall'azzeramento del diritto allo studio, la paralisi totale del reclutamento, il palese fallimento della legge 240/2010 e, soprattutto, delle procedure dell'ASN, la riduzione del numero dei docenti in 5 anni di oltre 6.000 unità, un calo costante degli addetti tecnici e amministrativi dal 1993 ad oggi pari a oltre 13.000 unità rispetto al solo 2006 -6.5% (vedi notizia), un fondo ordinario del tutto insufficiente per gestire il funzionamento degli atenei ridotto del 15% in 3 anni (vedi scheda allegata), il totale definanziamento dei PRIN, il “licenziamento” di massa dei precari, la scomparsa di un programma di edilizia universitaria, l'ipertrofia burocratica e regolamentare. E potremmo continuare...

Il nuovo Ministro, invece, si concentra sulle solite e stantie parole d'ordine che sono servite solo ed esclusivamente a costruire le condizioni per distruggere i nostri atenei: dobbiamo chiamare i migliori, serve l'eccellenza, ci sono troppi tecnici amministrativi, ci vogliono i prestiti d'onore, è colpa del valore legale del titolo di studio.

Se questa è la presentazione del programma di governo, siamo in rotta di collisione.