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Spending review: l'insostenibile leggerezza del Ministro Patroni Griffi

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

25/07/2012
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Il Ministro Patroni Griffi questa mattina ha convocato le organizzazioni sindacali del pubblico impiego e della conoscenza sulle conseguenze dei tagli della spending review sui lavoratori pubblici.
Peccato che il Ministro non si sia presentato, impegnato in Senato a discutere e votare gli stessi provvedimenti sui quali aveva convocato i sindacati.

Patroni Griffi ci ha abituato a questi strani comportamenti: infatti, è lo stesso Ministro che ha firmato l'Intesa sul lavoro pubblico con le organizzazione sindacali, alla quale non ha però dato ancora attuazione.

Per la FLC CGIL tale atteggiamento, oltre ad essere gravemente lesivo delle relazioni sindacali, è inaccettabile rispetto agli effetti disastrosi che questo provvedimento determinerà per il personale a tempo indeterminato e precario nei comparti della conoscenza e sulla possibilità stessa a garantire una offerta formativa di qualità e le attività degli enti di ricerca pubblici.

La spending review deve essere radicalmente modificata perché taglia i servizi ai cittadini, licenzia i precari, mortifica la dignità e le condizioni salariali dei lavoratori pubblici e colpisce pesantemente i cittadini. Non vi è alcuna intervento concreto per eliminare gli sprechi e i privilegi ma il vero obiettivo è ridurre la spesa sociale e il perimetro dell'intervento pubblico per procedere verso la privatizzazione dei beni comuni a partire dalla sanità, dai trasporti dalla scuola e dall'università. Ancora una volta le nuove generazioni sono le vittime delle politiche del Governo Monti perché si nega loro il lavoro e un vero diritto allo studio.

La FLC CGIL ha messo in campo una serie di mobilitazioni che a partire dai presidi e dai sit-in delle scorse settimane si snoderà per tutto settembre. È di tutta evidenza che non accetteremo passivamente che si continui a far cassa sulla conoscenza. Non è tollerabile che s'intende far pagare la crisi unicamente ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati e alle parti più deboli del Paese per salvaguardare banche e rendite finanziarie.

Per questa ragione riteniamo importante la proclamazione dello sciopero generale in autunno e annunciamo per il 20 ottobre una grande manifestazione nazionale della FLC CGIL per rivendicare investimenti in conoscenza pubblica, diritto allo studio, rinnovo dei contratti nazionali, piano per la stabilizzazione dei precari, interventi per arginare licenziamenti, lavoro nero e sfruttamento nei settori privati dell'istruzione.