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Scuola: Gelmini, riforma epocale. La scuola reale racconta tutta un'altra storia

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

13/09/2010
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Altro che riforme epocali! Epocali all'inizio di questo nuovo anno scolastico sono i tagli, il licenziamenti di massa dei precari, i diecimila insegnanti in soprannumero, le scuole sempre più insicure e fatiscenti, le difficoltà a garantire una qualità formativa all'altezza dei bisogni degli alunni e delle famiglie, l'impossibilità di assegnare a tutti gli alunni disabili gli insegnanti di sostegno. Leggi il nostro fascicolo di inizio anno.

Le vere riforme che servirebbero alla scuola italiana non sono quelle della Ministra Gelmini che non sono altro che l'attuazione dei tagli decisi dal Ministro Tremonti e che accentuano le disuguaglianze sociali e territoriali.

Nonostante le politiche devastanti del Governo resiste tanta buona scuola che deve essere sempre valorizzata e sostenuta.

Non permetteremo che venga distrutta la scuola pubblica per tornare ai tempi nei quali veniva garantita la possibilità di studiare solo a coloro i quali avevano le risorse economiche.

Non permetteremo che la scuola da avamposto dell'integrazione si trasformi in luogo delle discriminazioni delle tante diversità e per queste ragioni difenderemo con decisione la laicità.

Non permetteremo che venga colpita la libertà d'insegnamento e la democrazia per tornare all'autoritarismo e all'arbitrio.

Non permetteremo che vengano cancellati gli scatti di anzianità con una operazione truffaldina ai danni dei lavoratori della scuola dopo avere bloccato per tre anni i contratti.

Non permetteremo che la scuola abbia la missione di bocciare e non viceversa quella di sostenere coloro che hanno difficoltà ad apprendere per portarli al successo formativo. Così si rischia di aumentare l'evasione scolastica!

Non permetteremo che siano le nuove generazioni a pagare i costi della crisi e dei tagli.

Non permetteremo che vengano cancellate le regole della rappresentanza nei settori pubblici e per questo chiediamo di votare le RSU.

Ma allo stesso tempo siamo pronti ad avanzare proposte e metteremo in campo iniziative di sciopero, con la prima ora di astensione il primo Ottobre, e di mobilitazione affinché la scuola venga percepita come un grande investimento per il futuro di questo Paese, cancellando la piaga della precarietà.